"Chi fa politica non torni a fare il magistrato. Norma attuale è ipocrita"
La ministra Finocchiaro risponde alle domande de "Il Messaggero" sui rapporti tra politica e magistratura

"Ho fornito tutti i dati che la Procura generale stava cercando, sono parlamentare da trent’anni, la mia attività politica non è un mistero e non intendo certo nascondermi oggi". È quanto spiega Anna Finocchiaro in una intervista pubblicata dal quotidiano Il Messaggero a proposito dell'istruttoria disciplinare aperta dalla Cassazione sulla sua posizione di magistrato fuori ruolo impegnato in politica.

"Non so davvero cosa aggiunga o cosa tolga il fatto che io la tessera ce l'abbia o no", spiega la ministra per i Rapporti con il Parlamento, che aggiunge: "Personalmente penso che questa sia una norma che non ha nessun senso ed è anche ipocrita. Perché mi pare assurdo distinguere tra chi per anni esercita anche in Parlamento un ruolo di dirigenza politica ma senza la tessera e chi ce l'ha. Se il tema è la divisione netta tra i due percorsi, questa norma non raggiunge il suo scopo, è più che formale, formalistica".

Finocchiaro non condivide l'ipotesi espressa da Michele Emiliano di poter tornare a esercitare il ruolo di magistrato, al termine di un incarico politico: "Penso che sbagli - spiega la ministra -. Per quanto riguarda me, io lo escludo assolutamente". La sua idea è piuttosto un'altra: "Penso che il magistrato che sceglie di fare un percorso come questo quando torna in servizio non debba più essere impegnato nella giurisdizione, mentre ha senso che transiti in ruoli amministrativi dove, tra l'altro, può portare un bagaglio più completo di altri, frutto proprio dell'esperienza politica passata".

Secondo la ministra, "il clima è tornato a essere molto teso riguardo al rapporto tra politica e magistratura". Ed esprime anche la sua opinione sul testo all'esame del Parlamento proprio sull'impegno politico dei magistrati, ritenendolo "non adeguato" per due ragioni: "Prima di tutto perché il livello di sensibilità attuale sul tema è maggiore di prima e poi perché, conseguentemente, oggi c'è l'esigenza di distinguere l'esperienza politica dalla giurisdizione attiva. Io credo si debba scartare e guardare alla incompatibilità assoluta per chi è stato impegnato in politica. Il mio punto di vista - chiarisce comunque la ministra Finocchiaro - non impegna né il mio gruppo, né il governo".

Ultimo aggiornamento: venerdì 24 marzo 2017