"Il ddl cittadinanza è solo il tardivo riconoscimento di un dato di fatto"
La ministra Finocchiaro spiega su "Grazia" il sostegno al provvedimento che introduce ius soli temperato e ius culturae

 

"La legge sulla cittadinanza italiana che abbiamo finalmente portato al Senato rappresenta un riconoscimento tardivo di un dato di fatto". Lo scrive in un intervento pubblicato sul settimanale Grazia la ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro.

"In Italia un milione di minorenni stranieri vivono, studiano e fanno parte della nostra società. E quindi trovo giusto che siano italiani a tutti gli effetti - scrive la ministra -. La nuova legge prevede che chi è nato in Italia ottenga la cittadinanza anche prima del compimento della maggiore età, se almeno uno dei suoi genitori ha un permesso di soggiorno permanente e risiede in modo legale nel nostro Paese da cinque anni. Così come ammette che i minorenni entrati in Italia prima dei 12 anni e che abbiano completato un percorso di istruzione o formazione di cinque anni possano richiedere e ottenere la cittadinanza. Mi pare più che ragionevole, anzi ritengo si tratti di una legge troppo timida".

La ministra giudica "indecente la bagarre avvenuta in aula innescata dalla Lega Nord con il complice silenzio dei senatori del Movimento 5 Stelle, che hanno annunciato di astenersi alla votazione". Secondo Finocchiaro, infatti, "l’opposizione dovrebbe anteporre l’interesse per un diritto civile alla ricerca del consenso". Anche perché, conclude, "è pericoloso continuare a far sentire emarginati ragazzi che crescono con i nostri figli".

 

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Ultimo aggiornamento: giovedì 22 giugno 2017