"Con la legge sul cyberbullismo, minori più protetti e consapevoli"
Sì definitivo della Camera. Finocchiaro: "Educhiamo la società all'uso del web come strumento di confronto, non di odio"

“L’approvazione definitiva del disegno di legge sul cyberbullismo è frutto di un lavoro lungo e complesso, che ha visto collaborare positivamente Governo e Parlamento, per raggiungere un risultato equilibrato e – ci auguriamo – efficace nel contrastare questo fenomeno, che colpisce sempre più spesso le vite di giovani e giovanissimi, siano essi le vittime o gli autori di questi atti. Mi sembra il modo migliore per il nostro Paese di celebrare la Giornata internazionale contro l’omofobia, che ricade proprio oggi”. Lo afferma la ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, dopo il sì della Camera alla nuova legge.

“Da madre, oltre che da rappresentante delle istituzioni – prosegue la ministra – non posso che essere soddisfatta. La scelta di concentrare gli sforzi sulla prevenzione e l’educazione, senza trascurare la cancellazione più possibile rapida dal web di contenuti che possono ledere la dignità dei minori colpiti, punta a costruire una cultura positiva nel rapporto tra i giovani e le nuove tecnologie. Dalla collaborazione tra le scuole e i rispettivi docenti, le Forze di polizia, gli esperti che saranno coinvolti e gli stessi studenti potrà nascere un circuito virtuoso, volto ad accrescere la consapevolezza sugli effetti talvolta drammatici di questo fenomeno, più di quanto si sarebbe potuto ottenere con strumenti esclusivamente punitivi”.

“L’educazione a un uso consapevole della Rete contribuirà a far crescere cittadini più coscienti delle potenzialità dei nuovi media e, soprattutto, dei rischi connessi alla diffusione di contenuti falsi, ingiuriosi o lesivi della privacy o della dignità altrui. Da una parte, quindi, vogliamo proteggere i minori da vere e proprie crudeltà, più o meno consapevoli, che possono subire da parte dei propri coetanei; dall’altra, poniamo un tassello nella costruzione di una società che valorizzi l’uso delle nuove tecnologie come strumento di confronto e condivisione, anziché di odio”, conclude Finocchiaro.

Ultimo aggiornamento: mercoledì 17 maggio 2017