"Le istituzioni sono luoghi viventi, la riforma della P.a. lo dimostra"
Intervenendo a un convegno organizzato dalla LUISS, la ministra Finocchiaro parla dell'evoluzione del ruolo del Parlamento

luiss.jpg

“Le prassi nate in occasione del lavoro sulla legge delega sulla Pubblica amministrazione e sui successivi decreti legislativi sono virtuose non solo per il merito della riforma, ma anche dal punto di vista del ruolo del Parlamento, del rapporto tra Parlamento e Governo e di quello del Parlamento stesso con la società”. Lo ha detto la ministra Anna Finocchiaro nel suo intervento al convegno “La riforma amministrativa: bilancio e prospettive”, organizzato dalla LUISS Guido Carli, che ha visto la partecipazione anche della ministra Maria Anna Madia, del presidente del Consiglio di Stato Alessandro Pajno e del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. A fare gli onori di casa, la rettore dell’Ateneo romano, Paola Severino, e il professore ordinario di Diritto amministrativo Bernardo Giorgio Mattarella, già capo dell’Ufficio legislativo del ministero della Pubblica amministrazione quando fu approvata la riforma.

Quello della cosiddetta legge Madia è un “caso pilota” per la ministra Finocchiaro, perché “nel corso dell’esame della legge delega si sono sedimentate prassi parlamentari particolarmente interessanti”, che hanno visto superare “la critica tradizionale che si muove alla legge delega, quella cioè di lasciare decidere il Governo su materie così delicate” e consentito al Parlamento di “partecipare in maniera consistente al lavoro istruttorio” e “rivendicare anche in fase di attuazione della legge delega la propria centralità nel ruolo di co-legislatore”.

“Stiamo andando sicuramente verso un superamento del modo classico di legiferare – ha sottolineato la ministra per i Rapporti con il Parlamento – ma si affaccia anche una nuova funzione di monitoraggio e di valutazione dell’impatto della legislazione, che è insieme scientifica (affidata alle università, ad esempio), governativa, ma credo che debba essere sempre più anche parlamentare”. Secondo Finocchiaro, infatti, un protagonismo delle Camere in questa attività può “garantire la continuità delle riforme nel tempo” ma consentirebbe anche di “intervenire puntualmente e tempestivamente quando necessario”.

L’evoluzione in tal senso che si è manifestata già in occasione della riforma della Pubblica amministrazione rappresenta – secondo la ministra Finocchiaro – la dimostrazione che “le istituzioni sono luoghi viventi, che possono ritrovare nuovi ruoli e nuove funzioni, diverse da quelle tradizionalmente loro assegnate”.

 

 

Ultimo aggiornamento: giovedì 9 novembre 2017