"Tolleranza zero per la violenza sulle donne, è una questione culturale"
'Il Messaggero' intervista Anna Finocchiaro: "Abbiamo leggi efficaci, le donne non si sentano sole"

“La legislazione efficace ce l’abbiamo. Quindi l’importante è che le donne non si sentano sole. Abbiamo lavorato parecchio su questo, ma è necessario che chi subisce violenza sappia che c’è un’accoglienza rispetto alla propria sofferenza”. Così Anna Finocchiaro, in un’intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero, interviene sul dibattito in corso sul tema della violenza contro le donne, alimentato purtroppo anche da continui episodi di cronaca.

“In questo Paese il principio della tolleranza zero dovrebbe essere un principio ordinatore della convivenza, che deve riguardare tutti dagli immigrati agli italiani agli uomini in divisa”, aggiunge la ministra. E spiega: “Quando dico tolleranza zero non penso alla castrazione chimica o alla pena di morte, come vorrebbero i miei colleghi leghisti. Penso a questo: l’Italia deve diventare il Paese in cui chi tocca una donna sa di rischiare molto, ma non soltanto perché ci sono pene severe già previste, ma perché questo fatto viene considerato intollerabile dalla coscienza collettiva del Paese, da istituzioni e cittadini”.

Per Finocchiaro, quindi, “il rispetto delle donne deve essere principio essenziale, uguale per tutti, a cominciare da mariti, padri, amanti, fidanzati che uccidono, sfregiano, abusano. Sulla questione sta lavorando bene la sottosegretaria Boschi, così come il ministro Minniti, che sta mettendo mano proprio alla questione dell’integrazione”.

La ministra invoca “una serie di strumenti che rendano la città accogliente e vivibile, ma non spaventosa. Ecco, visto che siamo a Roma (guidata da una donna), Capitale del nostro Paese, mi aspetto da parte dell’amministrazione una attenzione particolare per fare della Capitale un posto accogliente e più sicuro. Questo purtroppo non sempre avviene”, conclude Finocchiaro.

Ultimo aggiornamento: giovedì 14 settembre 2017