Finocchiaro: "Prima del voto, completiamo le riforme avviate"
La ministra interviene nel dibattito politico dalle colonne del quotidiano 'la Repubblica'

"Credo sia giusto e opportuno utilizzare al meglio il tempo che ci separa dall'appuntamento con il voto, portando a compimento una serie di riforme già avviate, che - se approvate - darebbero maggiore forza e credibilità al nostro Paese e all'impronta riformista del Partito Democratico". Lo scrive la ministra per i Rapporti con il Parlamento in un intervento pubblicato sul quotidiano la Repubblica. "Penso - prosegue Anna Finocchiaro - a provvedimenti già in dirittura d'arrivo come il processo penale, la concorrenza, il delitto di tortura, ma anche al nuovo codice antimafia, lo ius soli, il biotestamento. Sciogliere il silenzio e agire di conseguenza deve essere il nostro lavoro di questi mesi".

L'intervento della ministra prende le mosse dal dibattito in corso alla Camera sulla legge elettorale, con un accordo che si profila orientato all'introduzione di un sistema proporzionale. "A me pare - scrive Finocchiaro, rivolgendosi al Partito Democratico - che non ci sia discorso sulla legge elettorale che possa andare scisso da una precisa strategia politica sul quadro delle alleanze con cui ci si presenta al voto e con cui si intenda, in caso di vittoria, governare. È questo un vuoto clamoroso della nostra riflessione politica. E ciò che non è nemmeno detto non può essere, domani, presentato come inevitabile".

La ministra rivolge quindi un invito deciso al proprio partito: "Il Pd deve tornare a essere, senza prepotenza ma con responsabilità, l'asse di riferimento all'interno del panorama politico di un mondo ampio, culturalmente progressista e sinceramente riformista".

"Potrebbe non bastare, alla luce dei risultati elettorali?", si chiede quindi Finocchiaro. "Certo, potrebbe anche non bastare. Ma solo allora sapremo se, di fronte ai numeri, saremo costretti a schierarci senza esitazioni dalla parte di chi intende difendere l'Italia e l'Europa dai rischi del populismo, della xenofobia, dell'antieuropeismo. E potremo farlo forti di un'identità chiara, rafforzata da un percorso condiviso, capace di incidere in maniera più decisa sulle scelte di governo".

 

Ultimo aggiornamento: mercoledì 7 giugno 2017