"La tortura sarà punita anche per un singolo atto inumano"
Finocchiaro su "Repubblica" chiarisce uno dei punti controversi del disegno di legge in esame alla Camera

“Non è vero che nella norma approvata – sia pure ancora non definitivamente – si preveda il delitto di tortura solo nel caso di più atti violenti o gravemente minacciosi ripetuti nel tempo”. È la precisazione contenuta in un contributo a firma della ministra Anna Finocchiaro, pubblicato oggi dal quotidiano la Repubblica.

“A chi legga la norma senza pregiudizio – prosegue la ministra per i Rapporti con il Parlamento – sarà chiaro che il comportamento è punibile sia se il fatto è commesso ‘mediante più condotte’ (dunque con atti plurimi), sia (‘ovvero’, recita la norma, quindi in alternativa di identica gravità) se comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona. Dunque, per esempio, sarà responsabile di tortura chiunque schiaffeggerà sul volto, o minaccerà più volte un soggetto in condizione di minorata difesa, ma allo stesso modo chi interrogherà un soggetto costringendolo anche una sola volta a stare nudo in ginocchio”.

Che questa sia la corretta lettura della norma – precisa la ministra – lo dimostra il fatto che l’alternativa tra atti plurimi di violenza e minaccia e il singolo atto di crudeltà ricorre per ben due volte nel testo dell’articolo, all’inizio e alla fine”.

Finocchiaro ripercorre il percorso che ha portato dopo “inaccettabili ritardi” all’approvazione in Senato della norma, con “una maggioranza molto ampia, che vede il voto favorevole anche di gruppi di opposizione, compreso il Movimento 5 Stelle” e ritiene che il testo che arriverà all’esame dell’Aula della Camera la prossima settimana sia “la migliore regolazione possibile nelle condizioni attuali”. Il Governo, quindi, è “fortemente interessato all’introduzione del reato e a salvare la possibilità di giungere a un testo condiviso”.

“È evidente a tutti – conclude la ministra – come il Parlamento si trovi di fronte a una occasione a lungo attesa e che mai era stata così vicina. Mi auguro quindi che le forze politiche, a partire da quelle che già approvarono il testo al Senato, confermino il loro sostegno alla Camera, superando l’inerzia di decenni”.

 

 

Ultimo aggiornamento: venerdì 23 giugno 2017