La ministra Finocchiaro riceve una delegazione di deputati giapponesi
Incontro dedicato al tema delle riforme e alle funzioni di Governo e Parlamento riconosciute dalla Costituzione

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“Vi auguro di usare meno fatica e di avere maggiore successo”. Così Anna Finocchiaro ha salutato al termine dell’incontro una delegazione di deputati giapponesi, che è stata ricevuta dalla ministra per i Rapporti con il Parlamento nella sala della Biblioteca Chigiana, all’interno di Palazzo Chigi. L’incontro è stato dedicato alla riforma costituzionale approvata dal Parlamento italiano e successivamente bocciata dagli elettori in occasione del  referendum dello scorso 4 dicembre. Anche in Giappone, infatti, i componenti delle due Camere sono impegnati in una discussione volta a modificare la Costituzione, in merito soprattutto agli equilibri istituzionali da essa regolati.

La delegazione dei deputati nipponici era guidata dal presidente della commissione per la Costituzione Eisuke Mori e composta dai suoi colleghi Koichi Takemasa, Gen Nakatani, Kazuo Kitigawa, Yoko Kamikawa, Yoshinobu Ohira e Yasushi Adachi, oltre che da funzionari della Camera bassa con sede a Tokyo e da una rappresentanza dell’Ambasciata del Giappone in Italia, guidata da Hiroshi Yamauchi. Ad accompagnare la ministra, erano la Capo di Gabinetto Daniela D'Ottavio, il Capo Dipartimento Marco Caputo, il Capo Ufficio legislativo Raffaello Sestini e le capo Ufficio primo e secondo Elena Zappalorti e Fulvia Beatrice.

La ministra Finocchiaro, che già durante l’iter parlamentare della riforma italiana aveva ricevuto in qualità di presidente della commissione Affari costituzionali del Senato una delegazione parlamentare giapponese, ha illustrato la procedura di revisione costituzionale in vigore nel nostro Paese, i limiti individuati nel funzionamento delle nostre istituzioni e i principi che stavano alla base della riforma, nonché – sollecitata dalle domande dei deputati nipponici – si è soffermata sulle ragioni che hanno portato alla vittoria del No al referendum.

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“Guardando auto-criticamente a quel passaggio – ha affermato la ministra ai suoi interlocutori – vi sottopongo una riflessione: il referendum non può essere utilizzato dalla maggioranza come uno strumento per rafforzare il proprio potere. Le riforme vanno consegnate al popolo perché esprima la sua opinione. Ciascuno con il proprio ruolo, ciascuno con il proprio potere. Nel nostro caso, la maggioranza non è stata in grado di consentire quel grado di laicità necessario ai cittadini per esprimersi sul merito della riforma. Per di più, trovandoci in un clima generale di antipolitica, che arrivava a mettere in discussione la stessa legittimità delle Camere che avevano approvato quel testo”. E alla domanda sul perché il Senato italiano avesse contribuito ad approvare una riforma che ne avrebbe ridotto competenze e numero dei componenti, Finocchiaro ha risposto con una punta di orgoglio: “È stata una bella prova di generosità in favore del funzionamento del sistema istituzionale della nostra Repubblica. Ci eravamo riusciti, prima che il popolo si esprimesse”.

In conclusione, la delegazione giapponese ha presentato la candidatura di Osaka per ospitare Expo 2025, per la quale propone il titolo Designing future society for our lives, chiedendo il sostegno dell’Italia all’Assemblea generale del Bureau International des Expositions, che nel novembre 2018 designerà la sede dell’evento.

 

(foto di Tiberio Barchielli)

Ultimo aggiornamento: lunedì 17 luglio 2017