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Approvata la conversione in legge del Dl Mezzogiorno
Le principali misure contenute nel provvedimento

L’Assemblea del Senato ha approvato senza modifiche, quindi in via definitiva, la conversione in legge del decreto “Mezzogiorno”, che aveva già ricevuto il sì dalla Camera dei Deputati l’8 febbraio scorso. Il Governo non ha posto la questione di fiducia sul testo a Palazzo Madama, a differenza di quanto avvenuto a Montecitorio.

L’obiettivo generale del provvedimento è di accordare le esigenze di tutela occupazionale con quelle di salvaguardia ambientale e di prevenzione e monitoraggio della vivibilità, soprattutto a tutela dei soggetti più deboli, in diverse aree del Sud Italia.

“Un segnale forte dell'attenzione che il Parlamento e l’esecutivo danno alle questioni che riguardano il nostro Mezzogiorno e il buon lavoro”. Così lo ha descritto la ministra Anna Finocchiaro, che si è soffermata sul “carattere sociale” del provvedimento, in particolare per quanto riguarda il credito d'imposta e i beni immobili confiscati alla mafia, che “saranno utilizzati per rispondere all'emergenza abitativa”.

Ecco alcune delle misure contenute nel testo.

CREDITO D’IMPOSTA – Nel corso dell’esame parlamentare del provvedimento, è stata in parte modificata la disciplina del credito d’imposta per l'acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive nelle zone assistite delle Regioni meridionali. In particolare, sono state aumentate sia le aliquote applicate al credito d’imposta, che passano così dal 10% al 25% per le grandi imprese, dal 15% a un massimo del 35% per le medie imprese, dal 20% a un massimo del 45% per le piccole imprese, sia l’ammontare massimo di ciascun progetto di investimento sul quale si applica il credito per le piccole imprese (da 1,5 a 3 milioni) e le medie (da 5 a 10 milioni). Inoltre, tali somme non vanno più calcolate al netto degli ammortamenti fiscali dedotti nel periodo d’imposta e sarà possibile cumulare il credito d’imposta con altri aiuti di Stato, seppur nel rispetto dei limiti imposti dalla normativa europea.

TRASFERIMENTO DEI BENI AZIENDALI CONFISCATI – Le aziende e i relativi beni confiscati alla criminalità possono essere trasferiti al patrimonio del Comune (o della Provincia o della Regione) nel quale l’azienda è situata. Si tratta di un aggiornamento del Codice antimafia, introdotto durante l’esame parlamentare della conversione in legge del Dl Mezzogiorno. Questa nuova possibilità si aggiunge a quelle già a disposizione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che prevedevano l’affitto dell’azienda a società e imprese pubbliche o private, la vendita o la liquidazione per consentire il risarcimento delle vittime dei reati di tipo mafioso.

ILVA – Il dl, tra le altre cose, completa la procedura di cessione dei complessi aziendali dell’Ilva, stanzia 300mila euro per avviare il piano per le attività di sostegno assistenziale e sociale per le famiglie disagiate nei Comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola (anticipando l’intervento privato) e destina le risorse provenienti dalla restituzione dei finanziamenti statali, oltre che allo stesso piano, all’ammodernamento tecnologico delle apparecchiature e dei dispositivi medico-diagnostici delle strutture sanitarie pubbliche dell’area. Sono prorogati al 31/12/2017 gli incentivi rivolti ai progetti di efficienza energetica di grandi dimensioni. Sono destinati 24 milioni di euro all’integrazione del trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria dei dipendenti del Gruppo Ilva.

FONDO PER LE NON AUTOSUFFICIENZE – Il Fondo, finalizzato a fornire sostegno a persone con gravissima disabilità e ad anziani non autosufficienti, è incrementato di 50 milioni di euro rispetto a quanto stanziato nel 2016, raggiungendo così la somma per il 2017 di 450 milioni di euro.

LOGISTICA DIGITALE – Sono stanziati 5 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2017 al 2022 al fine di completare e implementare la rete immateriale degli interporti, in modo da ridurre il divario digitale nel Sud.

G7 – È previsto il ricorso alla procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara, ai fini dell’aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi nell’ambito della Presidenza italiana del G7 nel 2017. Per i singoli interventi, le ragioni di urgenza e della necessità di derogare alle procedure ordinarie di affidamento devono essere motivate e strettamente correlate ai tempi di realizzazione degli interventi stessi, al fine di garantire l'operatività delle strutture a supporto della Presidenza italiana del G7.

 

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Ultimo aggiornamento: mercoledì 22 febbraio 2017