Focus
Contrasto alla povertà
Che cosa è il Reddito di Inclusione, quali servizi comprende e chi potrà beneficiarne

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legislativo che attua la legge delega sul contrasto alla povertà, che era stata approvata in via definitiva dal Senato il 9 marzo 2017, dopo aver ricevuto il via libera dalla Camera il 14 luglio 2016. 

Il decreto, in linea con i principi espressi dalla legge delega, introduce il “Reddito di Inclusione” (ReI), riordina le prestazioni assistenziali finalizzate al contrasto alla povertà e rafforza il coordinamento degli interventi in materia di servizi sociali, per garantire i livelli essenziali delle prestazioni in tutto il territorio nazionale.

La ministra Anna Finocchiaro in un tweet ha sottolineato come la finalità del provvedimento sia di accompagnare verso l'autonomia chi è in condizione di povertà, evitando così una finalità semplicemente assistenzialistica.

 

A beneficiarne saranno i nuclei familiari individuati sulla base della condizione economica valutata attraverso l’ISEE e della soglia di riferimento per l’individuazione della condizione di povertà, nel rispetto dei limiti imposti dalle disponibilità finanziarie. Le risorse economiche utilizzate sono quelle previste dal “Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale”.

Il beneficio economico è erogato in dodici mensilità. L'importo, per chi non riceve ulteriori trattamenti, sarà di circa 190 euro per i nuclei composti da una sola persona e andrà a crescere gradualmente all'aumento del numero dei componenti della famiglia, fino a un massimo di quasi 490 euro al mese per un nucleo con 5 o più componenti.

Per quanto riguarda invece la componente di servizi alla persona, essi verranno identificati sulla base di una valutazione preventiva del bisogno del nucleo familiare, che terrà conto anche della situazione lavorativa e del profilo di occupabilità, dell'educazione, istruzione e formazione, della condizione abitativa e delle reti familiari, di prossimità e sociali della persona. Si delineerà così un progetto personalizzato, finalizzato a superare la condizione di povertà del nucleo familiare, che conterrà i servizi e gli interventi specifici necessari, che si affiancheranno al beneficio economico, nonché gli impegni a svolgere specifiche attività, cui il beneficio economico è condizionato.

Il Reddito di Inclusione è garantito in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale ai nuclei familiari in possesso di un valore dell'ISEE non superiore a 6.000 euro e un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20.000 euro (oltre ad ulteriori condizioni, che ne garantiscano l'effettiva condizione di disagio economico). Il ReI è compatibile con lo svolgimento di un'attività lavorativa, fermi restando i requisiti economici di base, ma non con la contemporanea fruizione della NASpI o di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria.

Già dal gennaio 2018, compatibilmente con le risorse disponibili e sulla base delle priorità indicate dal legislatore, il ReI sarà riservato a una platea molto ampia, composta da circa 500mila famiglie con figli minorenni, con figli con disabilità, con una donna in stato di gravidanza o con componenti disoccupati ultra 55enni. Il decreto disciplina anche le possibili espansioni del numero dei soggetti beneficiari e dell'ammontare del beneficio stesso, attraverso l'adozione di un Piano nazionale per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale.

La durata del ReI è di 18 mesi e per poterlo richiedere nuovamente sarà necessario che trascorrano almeno 6 mesi dall'ultima erogazione.

Per poter accedere alle prestazioni, si utilizzerà una dichiazione a fini ISEE 'precompilata', così da semplificare le procedure e migliorare la fedeltà delle dichiarazioni.

 

 

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Ultimo aggiornamento: martedì 29 agosto 2017