Approvato il decreto sulle intercettazioni

28 febbraio 2020

Con il volto finale alla Camera dei Deputati, il Decreto sulle modifiche urgenti alla disciplina delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni è diventato legge.

Il provvedimento prevede una serie di misure volte a disciplinare l’uso delle intercettazioni: è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, degli atti coperti dal segreto o anche solo del loro contenuto.
Sono ammesse le intercettazioni anche dei delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dall'articolo 416-bis c.p. (Associazione di tipo mafioso).

A stabilire la rilevanza delle intercettazioni sarà la magistratura e non la polizia giudiziaria.

L'accesso all'archivio e l'ascolto delle conversazioni è consentito al Gip e ai difensori delle parti.

Per quanto riguarda le registrazioni delle intercettazioni, si impone l'uso di applicativi conformi ai requisiti tecnici stabiliti con decreto del Ministro della Giustizia.

L'archivio delle intercettazioni è un archivio digitale.

I requisiti tecnici dei programmi informatici funzionali alle intercettazioni attraverso ‘trojan’, programmi che devono avere caratteristiche tali da garantire affidabilità, sicurezza ed efficacia, sono definiti da un decreto del Ministro della Giustizia.

I trojan potranno essere attivati anche per i delitti commessi da incaricati di pubblico servizio nei confronti della Pubblica amministrazione.

Le nuove norme entreranno in vigore il 1 maggio 2020.

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