1 febbraio 2017 - Camera
Calenda: garanzie sul servizio postale universale
Interrogazione on. Guido Guidesi (Lna)

Grazie, Presidente. In merito alla questione, riguardo agli aspetti legati alla definizione del servizio universale postale,segnalo che, in linea con gli indirizzi contenuti nel Piano Strategico 2015-2019, Poste italiane nel 2016 ha avviato una strategia di ammodernamento e di digitalizzazione dei servizi postali con la finalità di allinearli ai nuovi bisogni dei cittadini e delle famiglie, via via, più orientate ai sistemi di comunicazione digitale. Parallelamente, come le è noto, il modello di recapito tradizionale a domicilio della posta è stato oggetto di modifiche. La legge di stabilità per il 2015, nel quadro del contenimento della spesa pubblica, ha stabilito nuovi criteri per lo svolgimento del servizio postale universale, recepiti nel contratto di programma per gli anni 2015-2019, sottoscritto il 15 dicembre 2015 da parte del Ministero dello sviluppo e di Poste Italiane. La norma ha previsto la possibilità di adottare un modello di servizio al di sotto dei cinque giorni settimanali in presenza di particolari situazioni di natura infrastrutturale o geografica in ambiti territoriali al di sotto dei 200 abitanti per chilometro quadrato. In applicazione delle nuove disposizioni, l'Agcom. l'Autorità competente in materia di regolazione e vigilanza del settore postale, ha autorizzato con la delibera n. 395/15 il nuovo modello di recapito a giorni alterni. Spetta pertanto all'Agcom l'adozione di provvedimenti regolatori in materia di qualità e caratteristiche del servizio postale universale, nonché lo svolgimento, anche attraverso soggetti terzi, dell'attività di monitoraggio, controllo e verifica del rispetto di standard di qualità del servizio postale universale. È opportuno sottolineare che la graduale implementazione di questo nuovo modello di recapito della posta è accompagnata da un costante monitoraggio del processo attuativo, in modo da intervenire con tempestive misure correttive o provvedimenti inibitori ove emergessero criticità sotto il profilo della fruizione del servizio. Il nuovo modello riguarda inoltre solo i comuni per i quali ricorrano le sopra citate situazioni di natura infrastrutturale o geografica. Attualmente esso coinvolge il 12 per cento della popolazione totale. D'altra parte, sulla nuova modalità di recapito della corrispondenza, il Ministero dello sviluppo economico non può con propri atti amministrativi adottare iniziative volte ad una sospensione. Ci tengo però a sottolineare che sono previste delle verifiche dall'Autorità, svolte attraverso organismi indipendenti, che riguardano anche il rispetto degli obblighi in materia di orari di chiusura estiva. Tali verifiche rappresentano il presupposto per l'attività sanzionatoria e per l'applicazione di penali. Inoltre, il Ministero dello sviluppo economico, nel contratto di programma con Poste Italiane, ha voluto prevedere la possibilità di attivare un confronto tra Poste italiane, le regioni e gli enti locali per garantire una presenza più articolata nelle aree disagiate, al fine di evitare criticità nei servizi resi agli utenti. In tale ambito, il Dipartimento per gli affari regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio dei ministri ha istituito un tavolo di confronto sui problemi relativi alle modalità di consegna della corrispondenza nei piccoli comuni italiani, riunitosi per la prima volta il 20 dicembre scorso.

 

 

(dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 1 febbraio 2017