1 febbraio 2017 - Camera
Calenda: privatizzazione Poste Italiane ricadute su servizi e occupazione
Interrogazione on. Franco Bordo (SI-Sel)

Onorevole Presidente, onorevoli deputati, in merito allo stato di avanzamento del processo di dismissione di Poste italiane il 31 maggio 2016 il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che definisce i criteri di privatizzazione e le modalità di dismissione di un'ulteriore quota della partecipazione detenuta dal MEF tra i quali il mantenimento di una partecipazione pubblica, anche tramite Cassa depositi e prestiti, non inferiore al 35 per cento. In data 24 giugno 2016 l'assemblea degli azionisti di Cdp ha deliberato un aumento di capitale per circa 3 miliardi di euro riservato al MEF, perfezionato dallo stesso mediante il conferimento di una partecipazione del 35 per cento del capitale di Poste italiane. Ad esito del conferimento il MEF detiene una partecipazione residua nel capitale di Poste italiane pari al 29,7 per cento. In linea con gli impegni assunti anche in sede comunitaria e al fine di proseguire l'azione di riduzione del debito pubblico tale partecipazione sarà dismessa attraverso il collocamento sul mercato verosimilmente nella primavera o estate del corrente anno. In merito alla salvaguardia del servizio postale lo stesso schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 31 maggio prevede il mantenimento di una significativa partecipazione dello Stato al capitale della società anche per il tramite di sue società controllate, in particolare la citata quota conferita a Cdp. Inoltre, sempre a salvaguardia dell'interesse pubblico, è fatto divieto a qualunque soggetto diverso dallo Stato di esprimere voto in Assemblea per una percentuale superiore al 5 per cento del capitale di Poste italiane indipendentemente dalla percentuale detenuta.   Dal punto di vista normativo il servizio postale è stato interessato a livello europeo, a partire dagli anni Novanta, da un graduale ma profondo processo di trasformazione che ha visto il superamento dei regimi di esclusiva a favore dei fornitori pubblici nazionali in favore di un nuovo assetto basato sulla libera concorrenza e sul mantenimento di livelli di qualità certi e uniformi a presidio del servizio postale universale. La fornitura dei servizi postali in Italia è peraltro sottoposta ai sensi della legge 22 dicembre 2011, n. 214 alla regolamentazione e al monitoraggio da parte di un’authority indipendente, l'Agcom. Infine la legge di stabilità 2015 ha introdotto una serie di modifiche che ridisegnano le regole di fornitura di servizi in relazione al perimetro e alla qualità dei servizi offerti nell'ottica di garantire una gestione più efficiente e sostenibile e in linea con le mutate esigenze degli utenti finali anche alla luce del rapido sviluppo nel Paese dell'utilizzo delle comunicazioni elettroniche.

 

 

(dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

 

 

Ultimo aggiornamento: mercoledì 1 febbraio 2017