1 febbraio 2017 - Camera
Calenda: tutela dell' industria manufatturiera
Interrogazione on. Raffaello Vignali (AP-NCD-CPI )

Grazie. L'Italia, in realtà, ha bloccato un tentativo della Commissione europea, che risale a metà dello scorso anno, di riconoscere di fatto il market economy status alla Cina, attraverso un meccanismo che, riconoscendo il market economy, avrebbe inserito delle clausole di cosiddetta mitigation, cioè salvaguardando i dazi anti dumping imposti. Questa fattispecie noi l'abbiamo ritenuta potenzialmente disastrosa per l'industria italiana ed europea. Il Governo italiano è stato il primo e per molto tempo l'unico a parlarne in maniera aperta, a mobilitare la stampa e a fare un'opera, che poi ha raggiunto il risultato, perché la Commissione si è fermata e ha proposto oggi un Regolamento, che dovrà passare anche al Parlamento europeo, che è totalmente differente e che un po’ ricalca quello degli Stati Uniti, con l'utilizzo di una analisi dei prezzi medi comparati ai prezzi del Paese, nel calcolo dei meccanismi di dumping.   Tuttavia, a noi non sta bene come questo Regolamento si va sviluppando, perché lo riteniamo ancora troppo debole. In particolare, noi riteniamo che il testo normativo debba mantenere un chiaro ancoraggio ai cinque criteri, sulla base dei quali si valuta un'economia di mercato. Dobbiamo limitare moltissimo la discrezionalità della Commissione, nel senso che, quando c’è un dumping, il dumping deve essere sanzionato; in questo senso vediamo con preoccupazione l'idea di questo rapporto macroeconomico che la Commissione dovrebbe produrre prima di poter operare con una metodologia non da Paese di mercato. Dunque, stiamo lavorando e sarà molto importante, in particolare, il lavoro che potremo mettere in campo col Parlamento europeo – tra l'altro io ho proprio parlato l'altro giorno in X Commissione di questo tema – per andare a correggere questi che noi consideriamo essere ancora dei buchi del nuovo Regolamento, che comunque è immensamente migliore rispetto a quello precedente, che era tout-court un riconoscimento del MES.   La nuova situazione della politica commerciale internazionale impone, a nostro avviso, il rafforzamento di tutti gli strumenti di difesa commerciale, anche perché gli Stati Uniti vanno verso questo processo e noi non vogliamo assistere, come è successo nel caso dell'acciaio, a una cosiddetta trade diversion, cioè a uno spostamento dei flussi commerciali dalla Cina verso gli Stati Uniti, che si aggiungono a quelli dalla Cina verso l'Europa e li moltiplichino. Su questo, il Governo italiano ha la posizione di gran lunga più dura in Europa e continua a sostenerla con la speranza di vedere quello che abbiamo visto nell'ultimo anno, cioè che piano piano gli altri Paesi cominciano a darci ragione e ad essere d'accordo su un rafforzamento di questi strumenti.

 

(dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 1 febbraio 2017