1 febbraio 2017 - Camera
Martina: esclusione del comparto agricolo dalla direttiva Ue sulle acque
Interrogazione on. Manfred Schullian (M-Minoranze Ling)

Presidente, onorevoli deputati, il tema della gestione delle risorse idriche è assolutamente centrale per lo sviluppo dal settore agricolo, e proprio per questo il Ministero è impegnato su più strumenti, con più leve. Per quanto riguarda l'applicazione della direttiva quadro sulle acque, il Mipaaf partecipa ad uno specifico tavolo di confronto e di coordinamento con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, le regioni, le associazioni di categoria e i portatori di interesse, da cui è scaturito un documento di posizione che tiene conto delle peculiarità del settore irriguo nazionale anche rispetto alle ripercussioni ambientali, sociali, economiche, nonché alle condizioni geografiche e climatiche. Evidenzio che per quanto concerne i costi finanziari sulla fornitura e gestione degli usi e dei servizi idrici, il costo del capitale fisso per gli investimenti irrigui è stato ed è sostenuto in buona parte dalla finanza pubblica, mentre i costi operativi sono recuperati attraverso la tariffa irrigua: in particolare, i consorzi definiscono i contributi, oltre che sulla base della ripartizione della spesa tra gli utenti, anche in proporzione ai benefici conseguibili dall'irrigazione.   A seguito dell'approvazione dei piani di gestione dei distretti idrografici, ed in sintonia con le linee guida nazionali, il Ministero partecipa inoltre al tavolo di lavoro istituito dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare sul tema del costo, cui partecipano anche le regioni, le pubbliche amministrazioni e le autorità di gestione dei distretti idrografici. Abbiamo poi avviato una valutazione sui benefici ambientali che l'agricoltura irrigua genera su tutta la collettività,con la finalità di conteggiarla in aggiunta ai costi ambientali. Infine, con riferimento ai fondi previsti per la nuova PAC, l'Accordo di partenariato ha previsto alcune condizioni da rispettare per l'accesso, tra le quali la dimostrazione dell'esistenza a livello di Stato membro di una politica dei prezzi dell'acqua che preveda adeguati incentivi ad usare le risorse idriche in modo efficiente e un adeguato contributo al recupero dei costi dei servizi idrici a carico dei vari settori di impiego dell'acqua. Pertanto, nell'ambito dei piani d'azione previsti dai programmi regionali e nazionali per lo sviluppo rurale, nei settori sostenuti dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale stiamo svolgendo un'importante azione di coordinamento con le regioni per garantire, ad esempio, la dotazione in bilancio di una quota parte delle entrate connesse ai canoni concessori per la copertura di eventuali costi ambientali che dovessero venirsi a generare in seguito alle gestioni inefficienti, per il ripristino dello stato iniziale della condizione.

 

(dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 1 febbraio 2017