1 marzo 2017 - Camera
Martina: tutela agroalimentare ed obbligo provenienza in etichetta
Interrogazione on. Paolo Russo (FI-Pdl)

Presidente, onorevoli deputati, abbiamo sempre sostenuto anche a livello europeo la necessità di un'adeguata etichettatura per tracciare l'effettiva origine dei prodotti e per consentire al consumatore una scelta consapevole: è questo uno degli obiettivi prioritari che perseguiamo costantemente, ogni giorno per tutelare i nostri prodotti agroalimentari. Dopo anni di attesa, voglio ricordare in questa occasione l'avvio della sperimentazione dell'indicazione obbligatoria dalla materia prima per il latte e i suoi derivati, che sarà operativa proprio il 19 aprile prossimo; e sempre voglio ricordare nella stessa direzione il nostro decreto per la filiera grano-pasta, ora all'esame tecnico della Commissione di Bruxelles. Sono due sperimentazioni che l'Italia ha aperto e che segnano una novità straordinaria sul piano della discussione europea. Continueremo a spingere perché questi modelli si affermino a livello europeo e con riferimento a tutte le produzioni agroalimentari, perché riteniamo la piena tracciabilità delle produzioni agricole nazionali una chiave decisiva per la competitività e la distintività dei nostri prodotti. 
  In questo contesto, puntiamo a raggiungere l'obiettivo della piena tracciabilità anche per i concentrati di pomodoro. Siamo al lavoro con l'intera filiera del pomodoro nazionale al fine di tutelare il reddito dei nostri agricoltori, valorizzarne le produzioni nazionali e dare la massima informazione ai consumatori. Rilevo tuttavia che allo stato le importazioni segnalate dall'interrogante non appaiono condizionare le nostre superfici investite a pomodoro destinato alla trasformazione in prodotti tipici (pelato, polpa e concentrato), che si sono sostanzialmente stabilizzate negli ultimi anni, attestandosi sui 70 mila ettari. Ricordo poi che per valorizzare il prodotto italiano, con il collegato agricolo approvato nel 2016 sono state introdotte disposizioni in materia di prodotti derivati dalla trasformazione del pomodoro, definendo meglio la denominazione dei prodotti. La determinazione dei requisiti di questi prodotti è stata definita di concerto con il Ministero dello sviluppo economico e con uno schema di decreto già inoltrato alla Conferenza Stato-regioni per l'acquisizione del parere necessario: noi stiamo lavorando su questo fronte. In ogni caso, per evitare la fraudolenta introduzione e commercializzazione nel nostro Paese di falsi concentrati di pomodoro made in Italy, oltre ad intensificare i controlli in tutte le fasi della filiera, i componenti di organi di controllo monitorano costantemente anche i flussi d'introduzione di prodotti provenienti proprio da Paesi extraeuropei.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 1 marzo 2017