1 marzo 2017 - Camera
Orlando: iter processi contro violenza sulle donne
Interrogazione on. Adriana Galgano ( CI )

I gravissimi episodi ripercorsi nell'atto di sindacato ispettivo ripropongono il tema della violenza contro le donne e degli strumenti di contrasto a questo fenomeno. Mi preme innanzitutto evidenziare che l'epilogo del caso giudiziario di Torino non ammette giustificazioni e rappresenta una sconfitta per lo Stato, oltre che ragione di un'ulteriore sofferenza per le vittime. Per questo ho disposto un'ispezione volta a far luce sull'incresciosa vicenda, così come massima attenzione è riservata all'accertamento di analoghe situazioni, con la precisazione che, trattandosi di illeciti che potrebbero avere origine, ritardi ed omissioni risalenti nel tempo, l'esercizio dei poteri di iniziativa disciplinare che competono al Ministro della giustizia non potrebbe tuttavia riguardare che i magistrati ancora parte dell'ordine giudiziario. 
  È essenziale il rafforzamento di una cultura dell'organizzazione giudiziaria capace di tradursi in scelte, anche ai fini di una corretta tenuta dei ruoli, idonee ad assicurare la prioritaria trattazione dei casi più gravi e a neutralizzare il rischio di prescrizione. In questo senso l'articolo 132-bis delle disposizioni del codice di procedura penale prevede che i dirigenti degli uffici giudiziari debbano adottare i provvedimenti necessari ad assicurare la rapida definizione dei processi per cui è prevista la trattazione prioritaria, tra cui anche, come è ovvio, i delitti di maltrattamento e violenza sessuale. Inoltre, l'ordinamento delinea una disciplina di tutela rafforzata per le vittime vulnerabili attraverso la previsione dell'assunzione della loro testimonianza in forma protetta mediante incidente probatorio e nel rispetto del contraddittorio. Inoltre, l'auspicata approvazione del disegno di legge di riforma del processo penale, attualmente all'esame del Senato, introdurrà forme di accelerazione dei processi, ferma la salvaguardia delle garanzie difensive, ed interviene sulla riforma della prescrizione. 
  Dunque, solo un approccio multidisciplinare può concretamente agevolare il contrasto alla violenza in danno dei soggetti deboli. In tale prospettiva si inserisce anche il piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale di genere, finalizzato alla prevenzione del fenomeno attraverso l'informazione e la sensibilizzazione dell'intera collettività e dal potenziamento di forme di assistenza e sostegno alle donne vittime di violenza. Inoltre, vi è l'obiettivo di costruire un vero e proprio sistema di tutela delle vittime di reato, soprattutto quelle più vulnerabili, in linea con gli standard europei. Il decreto legislativo n. 212 del 2015 ha apprestato un'efficace apparato difensivo rafforzando lo stato processuale della persona offesa. Con l'adozione del detto decreto è stato istituito un Fondo destinato al ristoro patrimoniale delle vittime di reati intenzionali violenti. La generalizzata adozione del progetto «codice rosa» intende assicurare un accesso privilegiato alle cure sanitarie delle vittime di maltrattamenti e di abusi. Sto anche avviando un'interlocuzione con l'avvocatura, in particolare con l'associazione italiana avvocati per la famiglia e minori, per istituire un osservatorio sulla violenza domestica. 
  Mi preme da ultimo rammentare che è all'esame di questa Camera il disegno di legge volto, tra l'altro, a modificare l'articolo 577 del codice penale, relativo alle aggravanti del reato di omicidio, con previsione della pena dell'ergastolo ove commesso in danno del coniuge o della persona comunque legata al reo da relazione affettiva.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati )

Ultimo aggiornamento: mercoledì 1 marzo 2017