10 maggio 2017 - Camera
Finocchiaro: definizione contenzioso civile processo commissione Grandi Rischi per l'Aquila
Interrogazione on. Gianni Melilla (MDP)

 

 Grazie, Presidente. In seguito al sisma verificatosi nella città dell'Aquila nel 2009, l'autorità giudiziaria ha avviato un processo penale nei confronti degli allora componenti della commissione grandi rischi. In tale procedimento i famigliari delle vittime si sono costituiti parte civile nei confronti degli imputati e della Presidenza del Consiglio, in qualità di responsabile civile. In primo grado il tribunale dell'Aquila, con sentenza n. 380 del 2012, ha condannato i componenti della commissione. I capi civili della sentenza hanno altresì condannato la parte pubblica al pagamento di una provvisionale alle parti civili, oltre alle spese legali.

Conseguentemente, con nota del 13 novembre 2012 il Dipartimento della protezione civile ha chiesto un parere all'Avvocatura dello Stato, che ha evidenziato la necessità di provvedere al pagamento delle somme liquidate a titolo di provvisionale prima del deposito della sentenza penale di condanna, al fine di evitare un processo esecutivo con ulteriore aggravio di spese. Alla luce del richiamato parere, la Protezione civile ha provveduto, quindi, alla liquidazione delle somme dovute alle parti civili a titolo di provvisionale nonché alle spese del giudizio.

La corte d'appello dell'Aquila, con sentenza n. 3317 del 2014, ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado, assolvendo tutti gli imputati, fatta eccezione per l'allora vice capo dipartimento dell'area tecnico-operativa. Quest'ultima condanna, tuttavia, è stata limitata solo ad alcune vittime, così come sono state limitate ai famigliari delle suddette vittime le statuizioni, tra cui rientra la provvisionale prevista in primo grado. Alla luce di tali elementi, solo per 19 delle parti civili si è proceduto al recupero della suddetta previsionale.

Come già è accaduto rispetto alla sentenza di primo grado, anche per la pronuncia della corte d'appello il Dipartimento ha chiesto, con nota del 4 dicembre 2014, all'Avvocatura generale dello Stato di esprimere il proprio parere in ordine al recupero delle somme pagate a titolo di provvisionale, chiedendo espressamente se l'amministrazione dovesse procedere all'immediata ripetizione delle stesse o fosse possibile attendere il passaggio in giudicato della pronuncia. Con nota del 12 dicembre 2014, l'Avvocatura generale ha espresso il proprio parere favorevole all'invio di un atto di diffida alle parti civili beneficiarie delle statuizioni civili ormai prive di efficacia. Pertanto, in ottemperanza al nuovo parere espresso, con nota del marzo del 2015 il Dipartimento della protezione civile ha provveduto a intimare alle parti civili di provvedere alla restituzione.

Successivamente, a seguito della conferma da parte della Cassazione delle statuizioni di grado d'appello, il Dipartimento della protezione civile ha nuovamente intimato alle parti civili di restituire le somme dovute. L'Avvocatura distrettuale dello Stato ha rappresentato in proposito la necessità di doversi procedere giudizialmente nei confronti di coloro i quali, pur invitati alla restituzione, non abbiano provveduto. A ciascuno risulta ovvio che ogni azione compiuta in proposito sia dal Dipartimento della protezione civile sia dall'Avvocatura dello Stato è stata fondata esclusivamente su valutazioni di carattere tecnico-giuridico…anche le possibili responsabilità contabili. Nella vicenda, dunque, non è stata adottata alcuna scelta di carattere discrezionale e ancor meno di ordine politico, e, anzi, il Governo sta considerando, data la peculiarità del caso, tutte le possibili forme di rinuncia, riduzione o dilazione delle richieste che siano compatibili con i limiti di legge.

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 10 maggio 2017