10 maggio 2017 - Camera
Poletti: risarcimento per truffa ex direttore dell’Inca Cgil di Zurigo
Interrogazione on. Tiziana Ciprini (M5S)

Grazie Presidente e grazie onorevole. Innanzitutto tengo a precisare che il controllo e la vigilanza del Ministero del lavoro sugli istituti di patronato hanno ad oggetto l'attività e l'organizzazione e la rispondenza di questi alle finalità previste dal legislatore ai fini della ripartizione delle risorse destinate al finanziamento di questi istituti. Esula pertanto dall'ambito del controllo del Ministero del lavoro l'operato dei dipendenti dei singoli patronati, atteso che, pur svolgendo gli stessi attività di pubblico interesse, non sono enti pubblici, ma persone giuridiche di natura privata che svolgono la loro attività per effetto di uno specifico mandato conferito dall'assistito.

Ciò detto, con riferimento alla vicenda in esame che ha visto coinvolto il direttore dell'ufficio Inca-CGIL di Zurigo, già oggetto di indagine parlamentare conoscitiva da parte del Comitato per le questioni degli italiani all'estero, voglio sottolineare che il Ministero del lavoro, non appena giunte segnalazioni circa la possibile sussistenza di fatti penalmente rilevanti posti in essere, ha disposto nel 2009 una ispezione straordinaria presso la sede Inca-CGIL di Zurigo. Dalle risultanze ispettive tuttavia non sono emerse gravi irregolarità amministrative o violazione dei compiti istituzionali tali da determinare l'adozione delle misure, di cui all'articolo 16 della legge n. 152, inerenti lo scioglimento e il commissariamento del patronato. Successivamente sono state svolte ulteriori verifiche dalle quali è emerso che l'attività del patronato è stata svolta conformemente alle regole previste. Il Ministero del lavoro ha inoltre provveduto a richiedere periodicamente alla sede italiana del patronato notizie in merito agli sviluppi della situazione dato che la secretazione della documentazione, per la concomitanza delle indagini da parte della magistratura elvetica, non consentiva altre visite ispettive.

Nel settembre 2015, le autorità elvetiche hanno condannato il responsabile del patronato Inca, Giacchetta, a nove anni di carcere con arresto immediato per i reati commessi tra il 2002 e il 2009, di truffa, falso e appropriazione indebita a danno di 76 famiglie di pensionati italiani che hanno conseguentemente subito un danno economico quantificato in circa 12 milioni di franchi svizzeri.

Ribadito che il Ministero del lavoro ha fatto quello che era in suo potere, una volta ricevute le segnalazioni concernenti i fatti oggetto dell'interrogazione, faccio presente che il Ministero degli affari esteri ci ha informato che gli uffici consolari di Zurigo e Basilea hanno fornito continua assistenza ai cittadini italiani coinvolti nella vicenda, erogando, sin dal 2009 e fino ad oggi, i sussidi in danaro a coloro che, a seguito del danno subito, si sono trovati in una situazione di grave difficoltà economica ed ha manifestato, a seguito della nostra richiesta, disponibilità ad accogliere eventuali richieste di integrazione di fondi volte all'erogazione di ulteriori sussidi in favore dei singoli pensionati coinvolti in questa situazione.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 10 maggio 2017