11 gennaio 2017 - Camera
Finocchiaro: equa distribuzione dei migranti sul territorio nazionale
Interrogazione dell'on. Walter Rizzetto (FDI-AN)

Innanzitutto voglio scusare il Ministro Minniti che non è qui perché è andato a trovare l’artificiere che ha perso la mano e ha avuto una grave lesione all’occhio in occasione dell’attentato di Firenze. Rispondendo alla interrogazione proposta, vorrei dire che fin dal luglio del 2014 il Governo persegue una politica di distribuzione territoriale dei migranti sulla base di una serie di criteri oggettivi di riparto che vengono decisi al tavolo nazionale di coordinamento presso il Viminale e nei vari tavoli di coordinamento presso le prefetture dei capoluoghi di regione. A questi tavoli partecipano attivamente le rappresentanze dei vari livelli di governo del territorio. In questo modo, il Ministero dell’interno è riuscito a realizzare l’equa ripartizione dei migranti tra le regioni e, in tale ambito, la quota di accoglienza raggiunta dal Veneto si attesta sull’8 per cento, che è una percentuale analoga a realtà consimili, come il Lazio, la Campania, il Piemonte e la Sicilia, che però sconta, come sappiamo, l’impatto negativo degli sbarchi. Tuttavia, permangono all’interno della regione Veneto, squilibri redistributivi determinati dalla limitata platea di amministratori che finora hanno aderito alla rete di accoglienza, nonostante le richieste di collaborazione dei prefetti. Sono 329 i comuni veneti, pari a una percentuale complessiva del 57,12, che non ospitano, non intendono ospitare, alcun migrante. Anche in considerazione di questo e per evitare pesanti ricadute sul territorio in termini di sicurezza e in termini di ordine pubblico, si è dovuto ricorrere a soluzioni alloggiative improntate all’assoluta urgenza, quale l’utilizzo di edifici demaniali dismessi dalle Forze armate. Questo è il contesto che ha indotto i rappresentanti del Governo a ricorrere, come extrema ratio, all’utilizzo delle caserme di Bagnoli di Sopra e di Cona, dove effettivamente si registra una situazione di sovraffollamento. Per ovviare a tale situazione, nei mesi scorsi, i prefetti di Padova e di Venezia hanno effettuato a più riprese un’attività di alleggerimento delle presenze, che però è stata neutralizzata dal massiccio afflusso di nuovi migranti. Per la struttura di Bagnoli di Sopra è stato già programmato per questo mese un ulteriore alleggerimento, che ridimensionerà le presenze da 900 a 770. Per quanto riguarda Cona, in attuazione di un piano di smistamento di strutture temporanee di minori dimensioni, un primo trasferimento di 109 richiedenti asilo è già avvenuto all’indomani della tragica scomparsa della giovane ivoriana, altri ne sono stati programmati nella misura maggiore possibile sulla struttura che attualmente ospita 1.258 stranieri. In relazione agli eventi richiamati dagli onorevoli interroganti, l’autorità giudiziaria ha delegato per le indagini la compagnia dei carabinieri di Chioggia, mentre l’amministrazione dell’Interno ha avviato un’autonoma attività ispettiva, già svoltasi, al fine di verificare le condizioni generali di accoglienza della struttura di Cona, i cui esiti saranno disponibili a breve. Quanto al bonus economico di cui al decreto-legge, si ricorda che il Parlamento ha espressamente riservato tale beneficio ai comuni che hanno ospitato richiedenti asilo, nella logica del ristoro di quelle realtà territoriali che si sono fatte carico dell’onere dell’accoglienza. Su un piano più generale, lo squilibrio redistributivo non interessa solo il Veneto e, per questo, il Ministro dell’interno, in unità di intenti con l’ANCI, ha recentemente condiviso un piano nazionale di distribuzione dei richiedenti asilo, che consentirà una distribuzione più equilibrata e sostenibile tra diverse realtà locali, grazie alla definizione di un numero di presenze rapportato alla popolazione residente, con correttivi per piccoli comuni e città metropolitane.

 

(testo tratto dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati)

 

 

 

Ultimo aggiornamento: martedì 31 gennaio 2017