11 gennaio 2017 - Camera
Franceschini: prevenire e contrastare usi impropri del "bonus per i diciottenni"
Interrogazione dell'on. Maria Valentina Vezzali (SC-ALA CLP-MAIE)

L’onorevole Vezzali mi invita a riferire sulla carta elettronica, che, come sapete, è stata inserita con legge di stabilità dell’anno scorso, i 500 euro per ogni diciottenne, e rinnovata nella legge di stabilità di quest’anno. Il Ministero, il MiBACT, ha dato attuazione all’articolo 1, comma 979, della legge di stabilità, stabilendo che i dati anagrafici sono accertati attraverso il sistema pubblico per la gestione delle identità digitali di cittadini e imprese, SPID. L’articolo 2 stabilisce che la carta è realizzata in forma di applicazioni informatiche e che l’importo nominale riconosciuto a ciascun beneficiario, 500 euro, sia utilizzabile attraverso voucher di spesa. Inoltre, all’atto dell’iscrizione sull’applicazione, sia i diciottenni che gli esercenti accettano le condizioni d’uso e si rendono consapevoli della responsabilità derivante da un uso difforme dei voucher. Ai sensi dell’articolo 4 del DPCM, per l’attuazione della carta il Ministero si avvale dell’Agenzia per l’Italia digitale, della SOGEI, Società Generale d’informatica Spa, e di Consap, la concessionaria dei servizi pubblici per la pubblica amministrazione. Ai sensi dell’articolo 8, deputata al riscontro delle fatture elettroniche e alla loro liquidazione è appunto la Consap, con la quale il MiBACT ha sottoscritto un apposito contratto, prevedendo che, prima di procedere al pagamento, la società debba effettuare un puntuale riscontro, interagendo anche con la SOGEI, verificando che i numeri identificativi del voucher, obbligatoriamente riportati in fattura, siano gli stessi generati dagli aventi diritto dell’applicazione stessa. Dunque il sistema consente di risalire a chi ha generato il voucher. Il MiBACT vigila, ai sensi dell’articolo 9 del DPCM, sul corretto funzionamento della carta e può provvedere, in caso di usi difformi o di violazione del decreto, alla disattivazione della carta di uno dei beneficiari o alla cancellazione dall’elenco degli autorizzati alla vendita per le imprese o gli esercizi commerciali. Ad oggi, operando anche grazie a un’integrazione con la SOGEI, vengono monitorati i flussi relativi alle categorie di beni venduti; così si riesce a sapere in tempo reale quanti voucher sono stati generati e anche da quali esercizi commerciali. Ciò consente di mettere in evidenza immediatamente un eventuale uso sospetto dei voucher e ha già consentito, anche grazie alla segnalazione pervenuta da un’associazione di categoria di librai, di segnalare al Nucleo di polizia tributaria competente per territorio la vendita operata da un esercente di beni non conformi al DPCM e alla normativa. Inoltre, il MiBACT ha dato indicazione alla SOGEI sull’evidenziazione nell’applicazione « 18app » delle responsabilità derivanti dall’uso difforme del voucher. Anche a seguito delle segnalazioni e delle notizie di stampa su possibili abusi, il Ministero ha potenziato l’attività di vigilanza e prevenzione di comportamenti fraudolenti, anche intensificando le interlocuzioni con i principali operatori di vendita online, in vista soprattutto del rinnovo della carta, che ci consentirà anche eventualmente di migliorare la normativa in modo che ci sia un controllo efficiente e puntuale.

 

(testo tratto dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati)

 

Ultimo aggiornamento: martedì 31 gennaio 2017