11 gennaio 2017 - Camera
Madia: misurazione della soddisfazione dei cittadini in ordine alla fruizione dei servizi pubblici
Interrogazione dell'on. Adriana Galgano (CI)

Sono molto d’accordo con l’onorevole Galgano: la misurazione del grado di soddisfazione dei servizi pubblici è un tema cruciale in riferimento alla pubblica amministrazione, proprio del punto di vista di quelli che sono i destinatari finali. Noi per questo abbiamo promosso diverse consultazioni telematiche, penso per esempio alla consultazione dove abbiamo chiesto agli utenti quali fossero le cento procedure più complicate ed è proprio quella consultazione che poi ci ha dato le priorità per le iniziative in tema di semplificazione. Penso alla standardizzazione delle procedure, alla SCIA unica, alla modulistica omogenea, ma il punto importante è che non si è trattato di un’azione isolata. Tutto l’impianto della riforma della pubblica amministrazione, della legge delega, che è il cuore della riforma della pubblica amministrazione, è stato avviato partendo da una consultazione telematica. Noi nel 2014 abbiamo ricevuto 40.000 e-mail di cittadini e da quella consultazione telematica abbiamo pensato, approvato e stiamo attuando una riforma che mai è stata intesa come una riforma di settore e sempre, invece, è stata intesa come una riforma per i cittadini e per le imprese. Le cito una serie di interventi, quelli sulla semplificazione che ho già in modo non esaustivo elencato: la Conferenza dei servizi, la SCIA unica, il silenzio-assenso, l’autotutela, l’accelerazione dei procedimenti, ma ancora la riforma delle società partecipate, le nuove norme su trasparenza e digitale. Il filo rosso è sempre stato quello di dire: « cittadino, tu hai diritto a ricevere servizi pubblici con un tempo non solo rapido, ma prima di tutto con una certezza di tempi e una certezza di regole ». Ecco, questi interventi sono già in vigore, sono entrati nella fase attuativa e al riguardo segnalo anche che, a valere sulle risorse del PON governance, stanno partendo progetti di attuazione per tutte le norme che direttamente riguardano i territori, i comuni e le regioni e il Governo – come lei giustamente ha detto nel suo quesito – condivide l’esigenza anche di rafforzare sempre di più le attività di ascolto, di controllo, di migliorare ulteriormente la capacità di dialogo e la relazione fra chi eroga e chi riceve il servizio. Noi, proprio a tal fine, con il decreto delegato n. 97 del 2016, abbiamo esteso proprio anche ai gestori dei servizi pubblici – lei li citava – l’obbligo di pubblicazione della Carta dei servizi e del documento contenente gli standard di qualità dei servizi pubblici. E in questo contesto ritengo fondamentale il fatto che, dal 23 dicembre scorso, sia entrato in vigore il FOIA, il Freedom of Information Act, cioè quel provvedimento che dice ad ogni cittadino che ha diritto di conoscere dati e documenti della pubblica amministrazione indipendentemente da un interesse soggettivo che ha rispetto a quel dato e a quel documento. E, per dare forza – e concludo Presidente – a tutta questa impostazione, abbiamo anche chiesto il coinvolgimento alle organizzazioni sindacali. Nell’accordo che è stato firmato da Cgil, Cisl e UIL lo scorso 30 novembre prevediamo proprio la fissazione – e cito, virgolettato, dall’accordo – di « obiettivi trasparenti misurabili e idonei a migliorare concretamente la qualità dei servizi resi e la certezza dei tempi di risposta».

 

(testo tratto dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati)

 

 

Ultimo aggiornamento: martedì 31 gennaio 2017