11 gennaio 2017 - Camera
Orlando: immigrazione clandestina, diritto d'asilo, rimpatrio
Interrogazione dell'on. Rocco Buttiglione (Misto-UDC)

Il Governo è da tempo impegnato nell’individuazione di strumenti efficaci in grado di fronteggiare le sfide epocali connesse ai flussi migratori. Sul diritto d’asilo il recepimento del sistema europeo comune di asilo avvenuto con il decreto legislativo n. 142 del 2015 ha introdotto significative semplificazioni procedurali come l’applicazione del rito sommario previsto per la cognizione civile. È tuttavia vero che il consistente aumento delle domande di asilo ha determinato una crescita esponenziale delle impugnazioni in sede giurisdizionale. Per sostenere nell’immediato l’accresciuto carico di lavoro, in accordo con il Consiglio superiore della magistratura, è stato avviato un piano straordinario di applicazioni extradistrettuali con destinazione esclusiva di dodici magistrati alla trattazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale delle sedi più onerate. Il tema è stato tenuto ben presente anche in sede di revisione delle piante organiche degli uffici giudiziari con un attento potenziamento degli uffici distrettuali più esposti. Il Ministero della giustizia ha inoltre presentato ulteriori proposte normative contenute in un disegno di legge delega all’esame del Governo volte all’efficienza del procedimento con riduzione del tempo di esame delle domande d’asilo. È infatti prevista l’istituzione di sezioni specializzate in materia di immigrazione e protezione internazionale composte da magistrati esperti e specificamente formati in 12 tribunali distrettuali scelti sulla base del numero delle domande di protezione internazionale esaminate negli anni 2015 e 2016. È prevista l’ulteriore semplificazione procedurale dell’applicazione del rito camerale a contraddittorio scritto ed udienza solo eventuale più coerente rispetto alle ragioni di urgenza che sottendono questa materia, pur nella piena salvaguardia delle garanzie difensive. Il procedimento poi verrebbe definito entro quattro mesi dalla presentazione del ricorso con decreto non reclamabile ma solo ricorribile per Cassazione. Il progetto di collaborazione intrapreso con la Commissione nazionale per il diritto di asilo permetterà poi lo scambio di atti, comunicazioni e notificazioni tra commissioni territoriali ed uffici giudiziari mediante la piattaforma del PCT (processo civile telematico) con ricadute positive sulla celerità del procedimento. Quanto infine al perdurare della vigenza del reato di immigrazione clandestina non posso che condividere l’osservazione degli onorevoli interroganti, auspicando io da tempo una profonda riflessione. Oltre a punire le persone per il solo fatto di migrare, questa previsione infatti finisce per ostacolare l’attività investigativa perché i migranti assumono istantaneamente la qualità di indagati appena giunti sul territorio con ricadute disfunzionali in termini di costruzione del compendio probatorio, di sovraccarico del lavoro degli uffici di procura e anche di costi per l’assistenza difensiva che finiscono con il gravare sull’erario. In sostanza la linea che credo debba essere sostenuta è rendere più efficace il funzionamento del procedimento di riconoscimento del diritto d’asilo, competenza del Ministero dell’interno, e più rapide le procedure di rimpatrio e abbandonare le norme di carattere manifesto o bandiera, se vogliamo chiamarle così, che finiscono soltanto per intralciare il buon funzionamento del sistema che è la vera risposta strutturale al rischio che una situazione di limbo possa generare poi rischi per la sicurezza pubblica o comunque uno Stato di indeterminatezza non compatibile con un Paese civile.

 

(testo tratto dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati

 

 

Ultimo aggiornamento: martedì 31 gennaio 2017