11 gennaio 2017 - Camera
Orlando: prevenzione e lotta al radicalismo islamico negli istituti detentivi
Interrogazione dell'on. Marco Rondini (LNA)

Nel richiamare quanto osservato poco fa, credo in risposta all’ultima parte dell’illustrazione, perché il resto delle questioni che sono state sollevate dall’onorevole non erano parte della interrogazione sottoposta, evidenzio che, oltre alle misure finalizzate alla prevenzione e al monitoraggio cui ho già fatto cenno, costituisce obiettivo prioritario l’adozione di misure finalizzate all’integrazione dei detenuti di religione islamica, allo scopo di stemperare il rischio di isolamento ed emarginazione che alimenta spinte e derive terroristiche e crea anche il contesto necessario alla propaganda e al reclutamento jihadista. Decisivo rilievo assumono, in questo senso, le misure quali l’intensificazione dei colloqui tra ristretti ed educatori e assistenti sociali, nonché l’inserimento di esperti in psicologia, criminologia clinica, mediatori culturali. L’attenzione è concentrata sull’accrescimento culturale dei soggetti stranieri, attraverso corsi di alfabetizzazione scolastici o professionali ed anche con il coinvolgimento della società esterna, ossia assistenti, volontari, enti pubblici, autorità consolari, ministri di culto, in modo da contenere fenomeni di leadership insidiose che si possono sviluppare e realizzare, con le conseguenti gerarchie, all’interno del carcere. A questo fine, l’amministrazione ha siglato anche un protocollo di intesa con l’Unione delle comunità islamiche in Italia, teso a prestare assistenza spirituale e morale ai detenuti di fede islamica attraverso l’accesso ai plessi penitenziari di persone adeguatamente preparate. Inoltre, nell’ambito della convenzione quadro sottoscritta dal Ministero con la CRUI, sono state intraprese specifiche iniziative volte a favorire l’integrazione in carcere. È operativo l’applicativo denominato TSC, contenente nominativi dei soggetti ritenuti pericolosi sotto il profilo terroristico e segnalato da 80 Paesi del mondo, che rappresenta un considerevole passo avanti nello scambio di informazioni a livello internazionale. Da 14 dicembre 2015 l’applicativo del DAP dedicato agli eventi critici è stato aggiornato rispetto alle possibilità di inserimento e dunque di conoscenza in tempo reale di tutti gli avvenimenti e comportamenti significativi sotto il profilo della radicalizzazione e del proselitismo. È proprio grazie a questa attività di monitoraggio e di condivisione tempestiva delle informazioni tra forze di Polizia e l’autorità giudiziaria, anche degli altri Paesi, che è stato possibile inserire delle banche dati internazionali sin da giugno scorso, è emerso l’elevato profilo di pericolosità di Anis Amri, il tunisino autore della strage di Berlino. Affinché la capillare attività di sorveglianza e monitoraggio svolta dalla Polizia penitenziaria assicuri una concreta efficacia preventiva, il DAP ha avviato specifiche politiche formative finalizzate alla conoscenza della cultura islamica, della pratica religiosa e della mediazione culturale quale strumento di reciproca conoscenza in linea con le strategie delineate anche in sede del Comitato dei ministri dell’Unione europea. Il DAP svolge un ruolo di capillare diffusione delle migliori prassi su tutto il territorio attraverso l’emanazione di linee guida emanate lo scorso 6 dicembre. Queste nuove chiavi di lettura del fenomeno della radicalizzazione permettono un’analisi profonda dei meccanismi che determinano derive estremiste pericolose e consentono di orientare più efficacemente l’azione di prevenzione e contrasto all’interno del circuito penitenziario. Vorrei aggiungere che quando si parla di persone monitorate parliamo di persone che hanno comportamenti tra loro profondamente diversi. Quindi alcuni soltanto potenzialmente radicalizzabili, altri già esplicitamente radicalizzati. Questo vaglio molto stringente, questa attenzione molto forte ci consente di prevenire anche dinamiche in modo anticipato. Devo dire che questo modello è riconosciuto come eccellenza anche nel contesto europeo.

 

(testo tratto dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati)

 

 

Ultimo aggiornamento: martedì 31 gennaio 2017