12 aprile 2017 - Camera
Calenda: sospensione attività di ricerca idrocarburi in mare
Interrogazione on. Roberto Speranza (Mpd)

Grazie, Presidente. Il decreto ministeriale recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale si pone quale aggiornamento delle modalità operative per la ricerca e la produzione di idrocarburi, in coerenza con la norma primaria, non estendendo o aggirando in alcun modo le disposizioni del codice ambientale. La norma in argomento vieta le attività di ricerca, di prospezione, nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi nelle zone di mare comprese nelle 12 miglia dalla costa, nelle aree marine e costiere protette.

La stessa prevede tuttavia la salvezza per la durata di vita utile del giacimento dei titoli abilitativi già rilasciati nel rispetto degli standard di sicurezza di salvaguardia ambientale, garantendo la possibilità di svolgere nell'ambito delle concessioni già rilasciate le attività di manutenzione, finalizzate all'adeguamento tecnologico necessario alla sicurezza degli impianti, alla tutela dell'ambiente e delle operazioni finali di ripristino ambientale. Nel decreto ministeriale del 7 dicembre 2016, si specifica che sono consentite all'interno dei titoli abilitativi già rilasciati unicamente le attività funzionali a garantire l'esercizio del recupero delle riserve accertate per la durata di vita utile del giacimento nel rispetto degli standard di sicurezza e salvaguardia ambientale. Risultano quindi totalmente escluse nuove attività, quali quelle di sviluppo e coltivazione di eventuali nuovi giacimenti.

Si precisa inoltre che la particolare dinamica di evoluzione degli impianti di coltivazione di idrocarburi, determina il costante adeguamento al comportamento del sistema naturale di giacimento e pertanto è necessario, nel tempo e durante la vita utile del giacimento, procedere sia ad interventi di manutenzione e di aggiornamento delle infrastrutture, sia, al termine della coltivazione, alla chiusura mineraria dei pozzi e dalla rimozione delle piattaforme.

Ciò premesso, si evidenzia che nel decreto ministeriale 7 dicembre, si ribadisce che le attività sopra indicate devono comunque essere sottoposte a iter approvativo e autorizzativo e conseguentemente a VIA, nel cui ambito sarà valutata la piena attinenza delle stesse al dettato del codice ambientale e alla finalità delle operazioni da attuare.

In conclusione, ribadisco che il decreto ministeriale in oggetto non prevede alcuna deroga alla normativa vigente, ma al contrario, il chiarimento di precise procedure autorizzative a garanzia della sicurezza e dell'ambiente.

 

 

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 12 aprile 2017