12 aprile 2017 - Camera
Fedeli: progetti su gender tra le attività scolastiche di carattere curricolare
Interrogazione on. Gian Luigi Gigli (DeS-CD)

Onorevole Gigli, anzitutto intendo rassicurarla sul fatto che il Governo sta rispettando gli impegni assunti con gli ordini del giorno da lei segnalati, fornendo una corretta interpretazione del comma 16 della legge n. 107, che intende assicurare l'attuazione dei principi di pari opportunità, ai sensi dell'articolo 3 della nostra Costituzione, promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l'educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di garantire un ambiente scolastico inclusivo, al riparo di ogni forma di emarginazione e attuando il concorso di tutti gli attori del mondo della scuola e del sociale.

Va precisato che l'azione del MIUR si sostanzia nel fornire la cornice pedagogica educativa e culturale, ispirandosi ad indicazione di matrice europea, oltre che nazionale, nell'ambito della quale l'ordinamento lascia alle scuole di promuovere proprie autonome iniziative. Sul tema, il MIUR ha emanato la circolare del 15 settembre 2015, per ufficializzare che la finalità del citato comma 16 non è quella di promuovere pensieri e azioni ispirati ad ideologie di qualsivoglia natura, bensì quella di trasmettere la conoscenza e la consapevolezza riguardo ai diritti e ai doveri della persona, costituzionalmente garantiti, anche per raggiungere e maturare le competenze chiave di cittadinanza nazionale, europea ed internazionale, entro cui rientra la promozione dell'autodeterminazione consapevole e del rispetto della persona.

La posizione del MIUR si ispira ai principi di pari dignità e non discriminazione, di cui agli articoli 3, 4, 29, 37 e 51 della nostra Carta costituzionale, per far conseguire alle studentesse e agli studenti un maggior rispetto delle diversità e delle pari opportunità. Si ribadisce, comunque, che, pur nel rispetto delle indicazioni del MIUR, gli ordinamenti e i programmi scolastici appartengono sempre all'autonomia delle singole scuole, che la esercitano attraverso la definizione dell'offerta formativa.

Con specifico riguardo alle iniziative della regione Friuli-Venezia Giulia da lei richiamate, si sottolinea che non si tratta di attività curricolari e che l'eventuale partecipazione degli studenti è meramente facoltativa e, comunque, necessità del consenso dei genitori per gli studenti minorenni.

Concludo, ribadendo che il Ministero continuerà a promuovere azioni di sistema, volte ad evitare strumentalizzazioni della tematica in argomento, nella consapevolezza che l'educazione alle pari opportunità, alla prevenzione della violenza e al contrasto delle discriminazioni, se bene intesa, non è destinata a produrre conflitti con le esigenze educative delle famiglie, perché si tratta di iniziative che danno attuazione ai principi costituzionali.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 12 aprile 2017