13 settembre 2017 - Camera
Finocchiaro: fatturazione a quattro settimane nei contratti di telefonia
Interrogazione On. Giulio Marcon ed altri (SI-SEL-POS)

Grazie. Ricordo che gli operatori del settore della telefonia, che avete nominato, e l'impresa Sky hanno progressivamente modificato la cadenza delle fatturazioni, portandola a una volta ogni ventotto giorni, con un aggravio dei costi per i consumatori.

Mentre non è in discussione la libertà degli operatori di formulare nuove offerte commerciali, nel rispetto della regolamentazione, non possono altrettanto essere messi in discussione i principi fondamentali di tutela e di trasparenza a favore degli utenti dei servizi. In questa condotta si legge, infatti, un comportamento scorretto verso i consumatori, che pagano queste iniziative in prima persona e di tasca propria.

Rammento che, lo scorso 15 marzo, l'Agcom è intervenuta con misure di carattere generale in materia di conoscibilità del credito residuo e anche di cadenza della fatturazione e rinnovo delle offerte da parte degli operatori di telecomunicazioni. Alla luce dell'evoluzione dei mercati della telefonia fissa e mobile, l'Autorità ha infatti ravvisato la necessità di garantire una tutela effettiva degli utenti avendo riscontrato problemi in termini di trasparenza e compatibilità delle informazioni in merito ai prezzi vigenti nonché di controllo dei consumi e della spesa, determinati anche dal venire meno di un parametro temporale certo e consolidato per la cadenza del rinnovo delle offerte e della fatturazione. A tale fine sono stati individuati criteri temporali certi. Nello specifico, per la telefonia fissa l'Autorità ha individuato il mese quale unità temporale per la scadenza di rinnovo e fatturazione dell'offerta, mentre per la telefonia mobile la cadenza non può essere inferiore ai 28 giorni. Nel caso di offerte convergenti che coinvolgano sia la telefonia mobile sia la fissa prevale la cadenza fissa per quest'ultima, ovvero su base mensile. L'Autorità aveva stabilito un periodo temporale di 90 giorni per consentire agli operatori di adeguarsi. La delibera è stata impugnata al TAR, che il 7 giugno ha accolto le richieste di sospensiva mentre il giudizio sul ricorso è stato fissato al prossimo 7 febbraio. Il Governo ha apprezzato l'evoluzione della regolazione dell'Agcom, che è intesa ad aumentare il livello di trasparenza e comparabilità delle comunicazioni rivolte al pubblico a tutela dei consumatori. Al contempo, reputa che, sempre a maggiore tutela dei consumatori, l'omogeneità delle condizioni contrattuali in materia di trasparenza e di base temporale debba essere un obiettivo da perseguire concretamente, utilizzando tutti gli strumenti di regolazione a disposizione. In attesa di conoscere l'esito sia degli interventi di Agcom, a conclusione del contenzioso in atto con gli operatori, sia dell'Antitrust, con riferimento alle istruttorie avviate in materia di tutela della concorrenza e di pratiche commerciali sleali, sta valutando segnalazioni specifiche all'Antitrust e un apposito intervento normativo a supporto dei suddetti obiettivi.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 13 settembre 2017