13 settembre 2017 - Camera
Finocchiaro: giacimento petrolifero di Tempa Rossa in Basilicata
Interrogazione On. Cosimo Latronico (M-DI)

Grazie. Circa il progetto del giacimento petrolifero denominato Tempa Rossa, faccio presente che l'inizio della produzione è prevista per il primo quadrimestre del 2018, con un livello gradualmente crescente, fino al raggiungimento di una portata massima, a regime, di circa 50 mila barili al giorno.

È previsto il trasferimento del greggio prodotto nell'ambito della concessione mediante un oleodotto alla raffineria ENI di Taranto, all'interno della quale devono essere, tuttavia, realizzati alcuni lavori di adeguamento delle strutture logistiche, per permettere stoccaggio e carico del greggio su navi petroliere.

A giugno del 2015, la società ENI ha chiesto, quindi, al Ministero dello sviluppo economico, di essere autorizzata ad adeguare le strutture logistiche della raffineria di Taranto, secondo quanto previsto dalla legislazione vigente. Il Ministero ha curato l'istruttoria, acquisendo tutti i pareri previsti dalla normativa del settore, ad eccezione del parere del comune di Taranto il quale, nonostante i ripetuti solleciti, non ha mai fatto pervenire alcuna risposta. Con la determinazione conclusiva del procedimento, a fine 2015, il Ministero ha chiesto l'intesa della regione Puglia, necessaria per potere rilasciare l'autorizzazione. Nonostante i ripetuti solleciti alla regione e visto il tempo trascorso dell'inizio dell'istruttoria (ormai più di due anni), lo scorso 23 giugno il Ministero ha rimesso alla deliberazione del Consiglio dei ministri il superamento della mancata intesa regionale. Tale procedura prevede lo svolgimento di un'attività istruttoria e di coordinamento da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri, tesa a verificare la possibilità di acquisire l'intesa con la regione interessata ovvero a superare il suo mancato raggiungimento. Il 18 luglio e l'11 settembre scorsi si sono svolte due delle tre riunioni, che sono previste dalla fase istruttoria, e nell'arco di trenta giorni dovrà essere convocata la terza e ultima riunione.

Se alla fine dell'attività istruttoria l'intesa non sarà ancora raggiunta, sarà necessaria una deliberazione del Consiglio dei ministri, a cui parteciperà anche il presidente della regione, per consentire il rilascio dell'autorizzazione alla realizzazione delle opere per lo stoccaggio e il trasferimento. Dati i tempi necessari alla conclusione del procedimento, la società rappresentante unico per il titolo minerario ha individuato, come soluzione temporanea e alternativa, la realizzazione di un centro di carico per autobotti in aree attigue al centro olio, per permettere di trasferire una parte del greggio, che verrà prodotto nel 2018, tramite autobotti ai terminali costieri. Per tale soluzione, che - ripeto - essere alternativa e temporanea, è stata presentata ad agosto l'istanza di valutazione di impatto ambientale e sono in corso le verifiche di procedibilità. Il Ministero dell'ambiente fa inoltre presente che la documentazione ricevuta è stata pubblicata sul portale delle valutazioni ambientali del Ministero l'8 settembre e c'è un termine di trenta giorni per la presentazione di osservazioni. Riteniamo comunque che la soluzione originaria resti quella preferibile da continuare a perseguire e adottare.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 13 settembre 2017