13 settembre 2017 - Camera
Franceschini: Art bonus e ammontare erogazioni liberali e crediti d'imposta.
Interrogazione On. Gian Luigi Gigli (DeS-CD)

Presidente, l'onorevole Gigli mi chiede sia di quantificare il totale degli incassi dell'art bonus - ed è giusto fornire al Parlamento in modo trasparente, come previsto dalla norma, le cifre dei risultati - e se anche è possibile allargarlo. Io sono molto soddisfatto dall'andamento. La norma è stata introdotta prima in via sperimentale e poi è stata resa permanente. Naturalmente, soprattutto le imprese hanno dovuto capire come funzionava questo meccanismo e integrarlo con i tempi dei loro bilanci, ma ad oggi l'ammontare delle erogazioni liberali è stato pari a 180.694.028 euro, di cui 7.459.817 provenienti da persone fisiche e - arrotondo - 88.527.000 provenienti da imprese. Tutto è trasparente, come previsto dalle norme, quindi la società ALES, che è una società interamente in house del Ministero, in tempo reale aggiorna continuamente le donazioni, chi ha donato e a che cosa ha destinato. Quindi, come vedete, si tratta di una somma significativa. Sono stati intrapresi 1.471 interventi, di cui 1.084 interventi di restauro di beni culturali pubblici, 352 a sostegno di istituti e luoghi della cultura, fondazioni lirico-sinfoniche o teatri, 35 per il potenziamento di strutture di enti pubblici per lo spettacolo. Quindi, un risultato positivo, che io sono certo si rafforzerà nel tempo. Il modo in cui abbiamo introdotto l'art bonus è stato prima in via sperimentale - il Parlamento ha ottenuto un risultato che da tempo era auspicato, cioè l'introduzione di un incentivo fiscale in grado di spingere le imprese e i privati cittadini a donare per il patrimonio e le attività culturali -, poi quella misura è stata resa permanente con un successivo miglioramento, poi è stata estesa alle fondazioni lirico-sinfoniche e ai teatri di tradizione, da ultimo è stata estesa ai beni ecclesiastici delle zone colpite dal sisma dell'Italia centrale. Il disegno di legge collegato, il disegno di legge per lo spettacolo dal vivo di cui si inizia la discussione domani al Senato, lo estende a un'altra tipologia di teatri - perché non è giusto che vi siano interventi di artbonus fiscalmente detraibili per la musica e non per la prosa -, e quindi viene esteso a un'altra serie di tipologie di teatri. Io sono assolutamente d'accordo: bisogna estenderlo. Naturalmente ognuna di questa operazione ha dei costi; anche la legge sullo spettacolo dal vivo ha dei costi, e penso che in prospettiva si possa estenderla sicuramente a quanti gestiscono beni pubblici o beni vincolati ad uso pubblico. Naturalmente questo costa, quindi penso che abbiamo già fatto molti passi avanti. Gradualmente - perché sono norme che si possono migliorare gradualmente - il Parlamento, o da questa legge di stabilità o dalla prossima legislatura, potrà allargare la fascia di chi usufruisce dell'art bonus.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 13 settembre 2017