13 settembre 2017 - Camera
Orlando: inviolabilità del domicilio e della sicurezza delle abitazioni private
Interrogazione On. Marco Rondini ed altri (LNA)

Presidente, l'atto di sindacato in esame affronta il tema della tutela del diritto all'inviolabilità del domicilio e della sicurezza delle abitazioni private, prendendo spunto da una recente sentenza in cui la Suprema Corte ha applicato l'istituto della non punibilità per particolare tenuità del fatto nei confronti di un senzatetto condannato per il reato di violazione di domicilio. Va in primo luogo ribadito come, nel rispetto delle prerogative costituzionali, l'orientamento della Corte di Cassazione espresso nel caso di specie non possa essere sottoposto a valutazioni in questa sede. L'applicazione dell'istituto del proscioglimento per particolare tenuità costituisce difatti manifestazione del libero convincimento del giudice, e non è suscettibile pertanto di censura da parte del Governo, al di fuori delle ipotesi di manifesta abnormità della decisione, non rilevabili nel caso di specie.

Considerato che nel nostro sistema il giudice penale è chiamato anche all'esame delle condizioni soggettive dell'autore del reato, nel caso di specie proprio la valutazione della particolare situazione dell'imputato avevano portato già nel giudizio di merito al ridimensionamento dell'accusa. Proprio l'ancoraggio della decisione in questione alla particolarità del caso esclude in linea generale e astratta che l'istituto del procedimento per particolare tenuità del fatto possa rappresentare una forma di depenalizzazione di reati avvertiti come allarmanti. Le iniziative legislative del Governo dimostrano, peraltro, la particolare attenzione riservata al tema della sicurezza ed al contrasto dei reati predatori, specie ove commessi in luoghi di privata dimora. L'obiettivo prioritario di contrastare il dilagare di gravi episodi delittuosi di criminalità comune, di alleviare il diffuso senso di insicurezza e di impunità per coloro che commettono reati di grave allarme sociale ha ispirato la legge n. 103 del 2017, recante modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all'ordinamento penitenziario, con la quale, a seguito della presentazione di emendamenti governativi, sono stati introdotti severi inasprimenti nel trattamento sanzionatorio per taluni reati, in relazione ai quali è stato ridotto l'ambito di applicazione della sospensione condizionale della pena in modo da attuare in concreto il principio di effettività della pena. Tra i predetti reati spicca il furto in abitazione e la rapina, per i quali è stata aumentata la pena in maniera significativa, ed è stata limitata la possibilità di bilanciare con eventuali attenuanti gli aumenti di pena dovuti alla ricorrenza di aggravanti specifiche. Proprio il tema della sicurezza e della tutela della sfera privata rappresenta allora un cardine della riforma, ferma restando l'autonomia del giudice nella valutazione dei singoli casi concreti sulla base dei criteri oggettivi e soggettivi delineati dal legislatore.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 13 settembre 2017