13 settembre 2017 - Camera
Poletti: problemi occupazionali presso gli stabilimenti Ericsson
Interrogazione On. Stefano Quaranta (MDP)

Grazie, Presidente. Grazie onorevole, voglio innanzitutto chiarire che la problematica occupazionale del gruppo Ericsson è ben nota al Ministero del lavoro.

Nell'ambito della fase amministrativa della procedura di licenziamento si sono tenuti, presso il Ministero del lavoro, diversi incontri tra le parti, ai quali hanno partecipato i rappresentanti del Governo, delle regioni Campania, Liguria, Lombardia e Lazio. Nel corso di queste riunioni, il Ministero e le regioni hanno ripetutamente invitato l'azienda a valutare la possibilità di adottare una soluzione non traumatica per la gestione degli esuberi, ivi compreso l'utilizzo di ammortizzatori sociali. Tuttavia, nonostante gli sforzi messi in campo, è stato inevitabile prendere atto delle divergenti posizioni delle parti e della impossibilità di addivenire ad un'intesa.

Nonostante il mancato accordo recepito nel verbale del 1° giugno 2017, sulla base delle richieste presentate dalle organizzazioni sindacali, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro dello sviluppo economico hanno incontrato i referenti aziendali nella metà del mese di luglio 2017 per verificare possibili alternative ai licenziamenti prospettati dalla società nel corso della vertenza. Appare, quindi, evidente l'impegno particolarmente intenso che il Governo ha rivolto alla trattazione di questa crisi al fine di individuare possibili soluzioni che potessero evitare il licenziamento.

Il Governo, attraverso l'azione congiunta dei due Ministeri, è intervenuto dunque in più occasioni per cercare soluzioni diverse dai licenziamenti attivati dalla società Ericsson. Le iniziative hanno raggiunto il risultato di ridurre il taglio occupazionale e di impedire ridimensionamento delle attività di ricerca, ma non hanno impedito il ricorso ai licenziamenti per un numero significativo di lavoratori, che non hanno ritenuto possibile utilizzare gli incentivi all'esodo, le azioni di outplacement, le politiche di ricollocazione in collaborazione con le regioni interessate.

La chiusura di Ericsson ad ogni sollecitazione rivolta ad evitare i licenziamenti è stata più volte condannata dal Governo, che tuttora ritiene si debba fare ogni ragionevole sforzo possibile per una gestione concordata della situazione di difficoltà aziendale. Il Governo continuerà a sollecitare Ericsson perché illustri rapidamente un proprio piano di consolidamento delle attività in Italia e del loro sviluppo. Non sfugge, tuttavia, che Ericsson ed altre aziende minori stanno subendo l'ingresso nella vita economica e sociale del Paese della multinazionale cinese ZTE, vincitrice della gara per le nuove infrastrutture in fibra bandita da Wind Tre e in precedenza affidata alla multinazionale svedese. Nei confronti di questa società è in essere un lavoro di moral suasion perché assuma, nel rispetto delle norme, il maggior numero possibile di lavoratori licenziati da Ericsson. Continuiamo a mantenere questa attenzione insieme alle regioni per cercare di ridurre al minimo il disagio per i lavoratori coinvolti.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 13 settembre 2017