14 giugno 2017 - Camera
Orlando: in Italia norme evolute su allontanamento dei minori dalla famiglia

In risposta all'onorevole Binetti va in linea generale premesso che i provvedimenti di allontanamento dei minori costituiscono anche nella prassi giurisprudenziale un'extrema ratio nell'esclusivo e prevalente interesse del minore. La legislazione italiana è una delle più evolute e sensibili anche in tema di ascolto, assicurando il diritto del minore ad esprimere in maniera libera ed incondizionata la propria volontà nell'ambito dei procedimenti aperti a tutela. Quanto alle modalità con cui deve essere eseguito l'allontanamento, insuscettibili di una rigida procedimentalizzazione, va rilevato come le stesse esigano un'attenta e specifica valutazione della realtà su cui il provvedimento è destinato ad incidere e non possono pertanto essere rimesse al prudente apprezzamento della magistratura. L'estrema delicatezza del tema è comunque oggetto di continui approfondimenti volti alla definizione di vere e proprie linee guida o di indirizzo sulle procedure di allontanamento come quelle recentemente approvate su iniziativa dell'Associazione italiana dei magistrati per i minorenni della famiglia. Con riferimento al caso riportato nell'interrogazione, rappresento come dalla relazione trasmessa dall'autorità giudiziaria procedente risulta che il tribunale di Viterbo ha disposto l'affidamento della minore ai servizi sociali e la sua collocazione presso una casa di accoglienza nell'ambito di un procedimento di separazione giudiziale in considerazione della ritenuta gravità del quadro complessivo familiare e di conseguenza della necessità di misure idonee a tutelare l'integrità psicologica nel lungo periodo a fronte dell'accertata impossibilità di procedere ad adeguate forme di sostegno infra-familiari e a causa del rifiuto della madre sottrattasi per lungo tempo all'esecuzione dei provvedimenti giudiziari. Risulta peraltro che i procedimenti penali iscritti su denuncia della madre a carico del padre siano stati archiviati dall'autorità giudiziaria procedente. Il provvedimento adottato il 21 dicembre 2016 è stato eseguito solo il 24 maggio quando la minore è stata localizzata grazie alle indagini della procura della Repubblica di Roma avviate in seguito a denuncia di sottrazione di minore a carico della madre ed eseguite attraverso personale della sezione di PG presso la citata procura, proprio in considerazione delle precedenti e ripetute condotte ostruzionistiche della madre. Il procedimento è peraltro in corso ed è fissata una prossima udienza per il 28 giugno 2017 con convocazione del personale del servizio sociale e del municipio competente e del consulente tecnico nominato. La vicenda è stata attentamente seguita anche dalla competente articolazione del Ministero che allo stato, svolti i necessari approfondimenti in seguito agli esposti formalizzati dalla madre, ha escluso profili di rilievo disciplinare a carico dei magistrati procedenti che risultano aver assunto decisioni ampiamente motivate e aderenti ai risultati in sede processuale. Il Ministero continuerà comunque a seguire con la massima attenzione gli sviluppi della vicenda in linea con l'impegno prioritario rivolto alla tutela dei minori.

 

(tratto dal resoconto stenografico della Camera dei deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 14 giugno 2017