14 giugno 2017 - Camera
Padoan, derivati, nessun rischio per casse dello Stato

Innanzitutto, in relazione all'interrogazione scritta, vorrei dire all'onorevole Brunetta che non sussistono situazioni a rischio per le casse dello Stato, in quanto della spesa per strumenti finanziari derivati si è tenuto e si tiene conto negli stanziamenti richiesti nel bilancio dello Stato medesimo. La spesa correlata a tali strumenti è attentamente considerata, altresì, in tutti i documenti di finanza pubblica. A tale riguardo si fa anche presente che, in coerenza con quanto previsto all'articolo 10, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, modificata dalla legge 4 agosto 2016, gli effetti sulla spesa per interessi e sugli altri flussi di cassa, dovuti a strumenti finanziari derivati, sono stati ulteriormente evidenziati, sia in termini consuntivi per il periodo 2014-2016, che in termini previsionali per il periodo 2017-2020 nella seconda parte del Documento di economia e finanza 2017.

Pertanto, il livello di trasparenza fornito in merito a tali operazioni è ormai molto alto, pari a quello osservato nelle migliori pratiche previste per gli emittenti sovrani in tema di disclosure. Non appare opportuno, invece, assicurare l'integrale pubblicazione richiesta, in quanto la divulgazione di tali contratti avrebbe riflessi pregiudizievoli sull'attività in derivati, determinando uno svantaggio competitivo dello Stato nei riguardi delle controparti che fanno uso di questi strumenti, livello di disclosure che, si ripete, non trova pari riscontro a livello internazionale.

 

(tratto dal resoconto stenografico della Camera dei deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 14 giugno 2017