15 marzo 2017 - Camera
Finocchiaro: riconoscimento Stato della Palestina
Interrogazione on. Erasmo Palazzotto (SI-SEL)

Grazie, Presidente. Vorrei rispondere agli onorevoli interroganti ricordando come proprio oggi il Ministro Alfano si trovi in missione a Tel Aviv e a Ramallah. Credo che sia un segnale tangibile del forte impegno del Governo italiano per promuovere la prospettiva di una pace giusta e duratura tra Israele e Palestina basata sulla soluzione dei due Stati. Un impegno che il Governo aveva già voluto assumere con la partecipazione alla Conferenza di Parigi dello scorso 15 gennaio. Vogliamo che la questione israelo-palestinese rimanga tema prioritario nell'agenda internazionale soprattutto in un anno caratterizzato dalla nostra presenza nel Consiglio di sicurezza e dalla nostra presidenza del G7. Guardiamo con preoccupazione ad ogni azione concreta che faccia erodere una prospettiva di soluzione basata sui due Stati e mi riferisco in particolare all'espansione degli insediamenti, agli incessanti episodi terroristici nonché all'incitamento alla violenza che continuano a verificarsi in quei territori. Per superare questa fase di stallo il Governo italiano intende continuare il suo impegno in stretta consultazione con i partner europei, l'alleato americano ed i principali attori arabi. Lavoriamo per contribuire al riavvio del processo politico tra le parti con la ripresa di negoziati diretti. E solo un'effettiva volontà politica delle parti, senza imposizioni artificiose, potrà garantire il raggiungimento di una pace duratura. Al riguardo apprezziamo il fatto che l'Amministrazione americana abbia dichiarato il suo impegno a fare proposte concrete su come avanzare verso l'obiettivo di una pace sostenibile. Come già ricordato in quest'Aula dall'allora Ministro degli affari esteri Gentiloni, in risposta ad un'interrogazione a risposta immediata di analogo contenuto, la questione del riconoscimento formale dello Stato palestinese va collocata in questo contesto e rimane un passo da compiere nella cornice di un processo di pace. È un impegno che il Governo ha preso in Parlamento e che intende rispettare nelle condizioni menzionate nella stessa mozione del febbraio 2015, da lei citata, onorevole Palazzotto, ossia «al momento opportuno e nelle appropriate condizioni» e tutti i Governi europei si sono attenuti a questa regola cioè tenere la carta del riconoscimento formale per il momento in cui sarà più utile e fondamentale per dare una spinta vera al processo di pace e non per compiere un atto semplicemente simbolico.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 15 marzo 2017