15 marzo 2017 - Camera
Lorenzin: iniziative sul bollino farmaceutico
Interrogazione on. Paola Binetti (M-UDC)

Ringrazio gli onorevoli interroganti perché mi consentono di fare ulteriore chiarezza su un argomento che abbiamo affrontato più volte in quest'Aula. Inizio dal costo dei bollini farmaceutici: a questo proposito, l'Istituto poligrafico e zecca dello Stato (IPZS) ha comunicato che il costo dei bollini, che varia a seconda del numero degli ordinativi, non raggiunge mai, nemmeno per casi di quantitativi minori, la cifra di 26 euro per mille pezzi. Il prezzo effettivo praticato dall'IPZS è, infatti, pari ad euro 21,8 per mille pezzi nel caso di ordini superiori a 25 mila pezzi, ed a oltre euro 23,98 per ordini inferiori ai 25 mila pezzi. Peraltro, l'IPZS ha precisato che detto prezzo, a differenza di quello praticato dai fornitori privati, che si riferisce alla sola fase della stampa, copre tutte le fasi della lavorazione dei bollini ed è un prezzo onnicomprensivo; quindi, c’è stato un notevole risparmio in questo passaggio. Quanto, poi, alle esigenze giustamente richiamate dagli onorevoli interroganti relative alla garanzia della non alterabilità dei bollini, ricordo che è stato proprio il Ministero della salute, a seguito delle prime segnalazioni concernenti i difetti riscontrati in alcune confezioni di farmaci immesse in commercio, a richiedere all'IPZS, Istituto, come noto, sottoposto al controllo e alla vigilanza del Ministero dell'economia e delle finanze, non della salute, di assumere le iniziative necessarie a risolvere il problema. 
  Nell'ambito di tali iniziative, l'Istituto ha provveduto al rinnovo di tutti gli impianti produttivi e, a conferma del pieno funzionamento del sistema di identificazione del farmaco, comunico il dato relativo al quantitativo di identificativi univoci, codice di autorizzazione più numero progressivo, letti otticamente e riferiti a prestazioni erogate nell'anno 2016, che ha quasi raggiunto quota 900 milioni. In conclusione, posso affermare che l'Italia dispone di un sistema strutturato di anticontraffazione, tracciatura e verifica dei farmaci che rappresenta un modello di riferimento a livello mondiale. L'indiscussa efficacia dell'attuale sistema ha indotto l'Unione europea a prorogare fino al 2025 i termini per l'implementazione del regolamento che prevede l'introduzione del sistema Data Matrix
  A questo riguardo, non posso non ricordare che i costi del nuovo sistema di identificazione delle confezioni dei farmaci sono posti a carico dell'industria farmaceutica, la quale, pertanto, oltre a dover modificare le proprie linee produttive per la produzione e registrazione del Data Matrix, dovrà finanziare il sistema di archivi nazionali che dovrà essere integrato con il sistema europeo.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 15 marzo 2017