15 marzo 2017 - Camera
Lorenzin: nuovi farmaci contro epatite C
Interrogazione on. Donata Lenzi (PD)

Ringrazio l'onorevole interrogante, ma diciamo che ci vorrebbero più di tre minuti; cercherò di essere il più possibile sintetica. Innanzitutto, partiamo dall'epatite C: riguarda in Italia centinaia di migliaia di persone in stato di infezione avanzata e si calcola più di un milione di infetti ancora non totalmente consapevoli. Ed è proprio per combattere questa vera e propria piaga sociale e sanitaria che ho assunto, fin dal mio insediamento come Ministro della salute, alcune iniziative, con l'aiuto di questo Parlamento, e devo anche ringraziare le Commissioni competenti sia alla Camera che al Senato, che – dico con orgoglio – pongono il nostro Paese in una posizione di vera e proprie avanguardia in Europa. 
  Mi riferisco all'istituzione, già con la legge di stabilità 2015, di un fondo sperimentale, con uno stanziamento finanziario di 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016, che ha consentito alle regioni di acquistare i primi farmaci innovativi, che erano in una situazione di quasi monopolio all'epoca, che sono in grado di eradicare l'epatite C, ovvero di fare guarire le persone che ne sono affette. 
  I risultati positivi di tale sperimentazione biennale, che ci ha consentito di curare i soggetti per i quali la malattia si trovava già in una fase acuta, sono alla base della previsione, da me fortemente voluta, nella legge di bilancio 2017, dell'istituzione a regime di un fondo per l'acquisto dei medicinali innovativi, con una dotazione annua di 500 milioni di euro, volto a consentire l'accesso più ampio possibile a tali farmaci. Nella stessa ottica si sta muovendo l'Aifa, che dal prossimo mese di aprile attiverà i nuovi registri di monitoraggio per i farmaci antiepatite C sulla base dei nuovi e ben più ampi criteri di accesso previsti dal nuovo piano di eradicazione dell'infezione di HCV, che allarga la platea dei pazienti; un piano la cui attuazione consentirà di trattare efficacemente ogni anno circa 80 mila pazienti affetti da epatite C e che, anche grazie all'incremento del numero di centri abilitati alla somministrazione dei nuovi medicinali antivirali, che passeranno dagli attuali 226 a 273, contribuirà alla progressiva riduzione dell'incidenza dell'infezione, con l'obiettivo di giungere in pochi anni ad una completa eradicazione della malattia. 
  Ma perché questo obiettivo possa essere concretamente raggiunto è necessario che il prezzo di rimborso di questi farmaci posto a carico della finanza pubblica sia un prezzo, per così dire, etico, ovvero un prezzo che, pur traducendosi nella giusta remunerazione per le aziende farmaceutiche produttrici, sia sostenibile finanziariamente da un Paese che, come l'Italia, ha oltre un milione di soggetti affetti da questa malattia. Ed è proprio per pervenire a questo prezzo etico che l'Aifa sta definendo in queste settimane le procedure di rinegoziazione del prezzo di rimborso con le aziende produttrici dei farmaci antivirali – contrattazioni che, in alcuni casi, sono già state concluse – e che, comunque, in questa vicenda nessuno strumento a disposizione del Paese è fuori dal nostro orientamento.

 

 

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 15 marzo 2017