15 marzo 2017 - Camera
Minniti: quote d'ingresso immigrazione regolare
Interrogazione on. Milena Santerini (DeS-CD)

 Signor Presidente, onorevoli deputati. La ringrazio molto, onorevole, per la questione che lei ha posto, sapendo chiaramente che abbiamo di fronte un problema gigantesco che deriva dallo squilibrio demografico tra il nord e il sud del mondo e sapendo anche che, rispetto a questo, il Governo non può non pensare ad un progetto e a un programma che punti a governare questi processi, con l'idea di arrivare ad un certo punto in cui i processi possono essere regolari e regolati. In questo momento il Governo si è posto, tuttavia, una priorità che provo a riassumere in questi termini: prima impegnarsi seriamente nel governo dei flussi irregolari, perché non c’è dubbio alcuno che un non governo dei flussi irregolari porta anche ad una difficoltà nella gestione dei percorsi regolari. È del tutto evidente, infatti, che, se vi è una situazione in cui l'immigrazione irregolare è difficilmente governabile e cresce a dismisura, è più complesso affrontare organicamente il tema dell'integrazione dei migranti regolari nella nostra società. Bisogna, quindi, evitare a tutti i costi che la cattiva moneta dell'illegalità scacci la buona moneta della legalità. In questa direzione vanno le norme del decreto-legge richiamato dall'onorevole interrogante, seppure con visione in parte critica, che attualmente è all'esame del Parlamento e si prevede la sua conversione in legge. Anche in questa fase storica, peraltro, il meccanismo dei flussi d'ingresso dei lavoratori non comunitari continua ad essere aperto. Infatti, come evidenziato da lei, nei giorni scorsi è stato adottato il «decreto flussi del 2017», per una quota complessiva di 30.850 unità. Si tratta di numeri – e termino rapidamente – che ovviamente tengono conto dell'attuale situazione del mercato del lavoro. Quanto ai corridoi umanitari, da dicembre 2015 il Ministero dell'interno, unitamente a comunità religiose e ad enti di culto con cui sono stati stipulati due protocolli di intesa, stanno portando avanti un percorso di apertura dei corridoi umanitari verso l'Italia in favore di persone provenienti da Libano, Marocco ed Etiopia. Si tratta di piccoli progetti per ora riguardanti 1.500 stranieri, ma è l'indubbio interesse del Governo a potenziare questo strumento una volta compiuti significativi passi in avanti nel contrasto all'immigrazione irregolare e al turpe fenomeno del traffico di esseri umani.

 

 

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 15 marzo 2017