15 novembre 2017 - Camera
Fedeli: denaro confiscato alle mafie per borse di studio
Interrogazione On. Celestina Costantino ed altri (SI-SEL-POS)

Grazie, signora Presidente, grazie, onorevole Costantino. Com'è noto, al Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio questo Governo, in continuità con il precedente, sta dedicando la massima considerazione, tenuto conto che esso rappresenta lo strumento più efficace per il perseguimento dei principi sanciti dagli articoli 3 e 34 della nostra Costituzione, secondo i quali le studentesse e gli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

Con la legge di bilancio del 2017 abbiamo incrementato il Fondo in modo strutturale di 50 milioni di euro, portandolo a 217 milioni all'anno, a cui si aggiungeranno i 6 milioni non utilizzati per le borse della Fondazione, ex articolo 34.

Il Fondo sarà erogato non più sulla base della spesa storica delle regioni, ma sulla base del fabbisogno che emerge dai territori, incentivando le regioni virtuose che investono maggiormente sul diritto allo studio attraverso una quota premiale. Anche il disegno di legge di bilancio per il 2018 prevede, all'articolo 57, un ulteriore incremento del Fondo pari a 10 milioni di euro.

Continueremo a profondere ogni sforzo per consentire che lo strumento delle borse di studio possa rimuovere gli ostacoli di ordine economico che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana.

Venendo alla questione da lei segnalata e a seguito delle interlocuzioni con tutte le altre amministrazioni coinvolte, ho potuto approfondire che le vigenti disposizioni prevedono un complesso meccanismo contabile. L'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, vigilata dal Ministero dell'Interno, versa quanto confiscato al Fondo unico per la giustizia, gestito da Equitalia Giustizia Spa. Quest'ultima storna le somme in conto entrate al bilancio dello Stato per essere riassegnate con decreto del MEF allo stato di previsione della spesa del Ministero della Giustizia. Il 3 per cento del totale delle somme indicate deve confluire nel Fondo integrativo statale che, con apposito DPCM, su proposta del MIUR, viene ripartito tra le regioni.

Tale complessità del sistema, che coinvolge una pluralità di soggetti istituzionali ai fini dell'attuazione completa della norma, ha comportato, ad oggi, un ritardo dell'integrazione del Fondo.

A questo si aggiunga che, a decorrere dall'entrata in vigore della norma e per gli anni precedenti, nessuna delle amministrazioni interessate, ivi compreso il MIUR, che poteva avere un ruolo propositivo, si è resa parte attiva per l'avvio di un procedimento già così complesso. Ora il MIUR si è attivato per sollecitare l'attuazione della norma e ottenere nel più breve tempo possibile e, segnatamente, già in sede di assestamento di bilancio per l'anno 2018, il risultato concreto necessario.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 15 novembre 2017