18 gennaio 2017 - Camera
Finocchiaro: notizie sull'ipotesi di una manovra correttiva
Interrogazione dell'on Renato Brunetta (FI-PDL)

Rispondo al quesito posto dagli onorevoli interroganti sulla base degli elementi forniti dal Ministro Padoan, che è in missione all’estero. La lettera, alla quale fanno riferimento gli onorevoli interroganti, è arrivata ieri a firma di Dombrovskis, che è il Vicepresidente della Commissione europea, come è noto, e di Pierre Moscovici, Commissario per gli affari economici e monetari, fiscalità e unione doganale. Il Vicepresidente e il Commissario ricordano le regole europee, segnatamente quelle relative al debito. Nella lettera si ricorda, inoltre, la valutazione positiva data, l’anno scorso, della dinamica del debito pubblico italiano, alla luce dei fattori rilevanti sostenuti dal Governo, che riguardavano precipuamente l’attuazione di un ampio programma di riforme strutturali volte a sostenere la crescita e condizioni economiche caratterizzate da un livello di inflazione molto basso e tale da rendere particolarmente impegnativa la riduzione del debito. Coerentemente con le posizioni espresse alla fine del 2016 dalla stessa Commissione europea e dall’Eurogruppo, si illustra la valutazione espressa dalla Commissione all’epoca e si ribadisce l’avvio di un altro rapporto sul rispetto della regola del debito. Il Vicepresidente e il commissario notano per il 2017 una discrasia tra la valutazione della Commissione e le valutazioni del Governo, pari allo 0,2 del PIL, nel processo di consolidamento. In linea con quanto previsto dalla disciplina europea e analogamente a quanto avvenuto la primavera scorsa, il Governo italiano illustrerà in una propria relazione alla Commissione europea i fattori rilevanti che giustificano la traiettoria del rapporto debito-PIL presentata nell’ultimo documento programmatico di bilancio. Ricordo che lo scorso anno la Commissione europea e poi l’eurogruppo riconobbero la validità degli argomenti italiani, valutando quindi la dinamica del rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo coerente con la normativa europea. Il Governo è convinto che tali argomenti siano almeno altrettanto validi oggi, in un contesto di perdurante e, per certi versi, accresciuta incertezza a livello europeo e internazionale e di inflazione che persiste da troppo tempo a livelli eccessivamente bassi. Grazie a una strategia di politica economica volta consolidare gradualmente le finanze pubbliche e, al contempo, a rilanciare la crescita, il rapporto tra debito pubblico e PIL si è sostanzialmente stabilizzato. È un risultato straordinario, alla luce della recessione che si è rivelata più severa di quella degli anni Trenta e confrontandolo con la dinamica del debito degli altri Paesi dell’eurozona. Il risultato sarebbe migliore se il tasso di inflazione si fosse mosso in linea con l’obiettivo della Banca centrale e l’incertezza del quadro internazionale non fosse così marcata, rallentando il piano di privatizzazione. In ogni caso, sono eventi fuori dalla portata del Governo italiano e, pertanto, riteniamo che il sentiero del rapporto debito-PIL sia coerente con le regole europee. La linea del Governo sul processo di consolidamento è volta a coniugare la riduzione del deficit e del debito con il rilancio di crescita e occupazione e su questo abbiamo a volte un punto di vista diverso dalla Commissione e da alcuni nostri partner. In ogni caso, il Governo è costantemente in contatto con la Commissione europea per trovare il migliore equilibrio.

 

(testo tratto dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati

 

Ultimo aggiornamento: martedì 31 gennaio 2017