18 ottobre 2017 - Camera
Calenda: rilancio industriale stabilimenti Ilva Taranto, Genova, Novi Ligure e Milano
Interrogazione On. Donatella Duranti ed altri (MDP)

Preliminarmente è importante ricordare che Ilva è stata sottoposta ad amministrazione straordinaria in ragione dell'insolvenza e la procedura di gara è stata una procedura che è stata aperta, trasparente e concorrenziale, soprattutto in conformità alle norme europee. Norme europee che prevedono il principio di discontinuità economica, senza il quale non avremmo potuto finanziare l'Ilva e, quindi, garantirne la sopravvivenza.

Premesso quanto sopra, ricordo i termini delle offerte. Am Investco ha formulato la propria offerta in data 6 marzo e prevedeva l'assunzione di 9.015 addetti nel 2018 e la loro progressiva diminuzione a 8.137 nel 2024, assumendo nel proprio piano industriale un costo unitario medio di 50 mila euro l'anno, che poi sarebbe salito a 52 mila. L'offerta concorrente prevedeva 7.500 addetti ad un costo medio di 42 mila euro, che sarebbe durato per tutta la durata del piano, per poi passare oltre il 2023 a 10.500 unità sempre con un costo medio di 45 mila euro. Ricordo che oggi il costo medio è di 50 mila euro. Il 5 giugno è stata autorizzata l'aggiudicazione del complesso industriale a Am Investco seguendo i criteri di gara che, come dicevo, sono molto precisi e validati dalla Commissione europea. Ma successivamente c'è stata una fase di negoziazione in cui il numero delle persone è stato portato a 10 mila persone, obbligata Am Investco a tenerle per tutta la durata del piano, alle condizioni indicate nell'ambito della procedura sindacale o convenuto nell'accordo sindacale, che è condizione necessaria a che si perfezioni il trasferimento.

Il contratto prevede, inoltre, l'obbligo al mantenimento di detti livelli occupazionali per l'intera durata del piano e per effetto l'impegno della società a non procedere a licenziamenti per giustificato motivo individuali o plurimi e a licenziamenti collettivi. L'offerta è conosciuta fin da giugno, ed è stata oggetto di diffusione sulla stampa e di un incontro il 20 luglio con le organizzazioni sindacali. La lettera di avvio della consultazione sindacale del 6 ottobre, prevede l'assunzione da parte Am Investco di 10 mila lavoratori, ma dice: restando inteso che non vi sarà continuità rispetto al rapporto di lavoro intrattenuto dai dipendenti con la società neanche in relazione al trattamento economico e all'anzianità. Il tenore di tale lettera non è in sé direttamente esplicativa della volontà dell'azienda di azzerare le condizioni contrattuali dei lavoratori Ilva, ma non le assicurano e questo per noi era un impegno imprescindibile. Ricordo, peraltro, per quello che attiene agli esuberi, che coloro che non verranno assunti nella nuova Ilva rimarranno in carica all'amministrazione straordinaria, dovendo portare avanti un piano di bonifiche da circa un miliardo e 80 milioni di euro. Dunque, nessuno verrà licenziato, ma io ho comunque ritenuto di dover richiamare l'investitore ai suoi impegni e ho pertanto deciso di cancellare il tavolo affinché questi impegni vengano meglio chiariti rispetto alla lettera di avvio di procedura.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 18 ottobre 2017