18 ottobre 2017 - Camera
Fedeli: disciplina su utilizzo telefoni cellulari e tablet durante le lezioni scolastiche
Interrogazione On. Fabio Rampelli ed altri (FdI-AN)

Grazie, onorevole. È vero che negli ultimi mesi nella scuola italiana si stanno introducendo importanti cambiamenti, a mio parere tutti positivi. Lei ne cita solo alcuni, ma tutti si inseriscono nell'ambito di quelle novità sfidanti finalizzate a rendere la scuola un vero motore di cultura, di conoscenza e sapere, di libertà e di pari opportunità, nonché efficace veicolo di mobilità sociale.

Il giudizio sintetico sul comportamento in luogo del mero voto numerico rappresenta una novità necessaria per consentire alle famiglie di comprendere le ragioni sottese alla valutazione.

Sull'alternanza scuola-lavoro, è un'innovazione didattica importante, volta ad acquisire competenze trasversali e ad orientarsi con più consapevolezza verso un futuro di studio o lavoro.

Per elevare la qualità dei percorsi offerti e monitorare l'esperienza di studentesse e studenti con interventi fermi, in caso di situazioni che impediscano di fare un percorso che sia realmente formativo, stiamo per lanciare due strumenti importantissimi: la piattaforma di gestione dell'alternanza e la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza.

Abbiamo, inoltre, previsto, grazie ad un protocollo con Anpal, tutor esperti a disposizione delle scuole per condividere ulteriori miglioramenti con tutti gli attori in campo, a partire dai rappresentanti degli studenti, e organizzeremo anche, il 16 dicembre di quest'anno, gli stati generali dell'alternanza.

Come ho chiarito in varie occasioni, a fronte di numerose richieste di riduzione del percorso di istruzione secondaria superiore da cinque a quattro anni, abbiamo deciso di far partire una sperimentazione a livello nazionale, che riguarda cento classi di altrettante scuole, per proporre un unico modello sperimentale che approdi a risultati tecnicamente attendibili.

Al termine della sperimentazione - stiamo parlando del 2023 - i risultati saranno discussi con tutti i rappresentanti del mondo della scuola e della politica e, solo se la valutazione avrà avuto esito positivo, si potrà ragionare di una possibile riforma dei cicli.

Sull'edilizia scolastica devo sottolineare che come Paese stiamo facendo investimenti molto importanti, i dati parlano chiaro: non sono mai state stanziate tante risorse come in questi anni, con oltre 9 miliardi di euro per migliorare il patrimonio edilizio e rendere le scuole più sicure e gli ambienti di apprendimento più innovativi.

Poi, sull'uso infine dei device tecnologici in classe, compresi gli smartphone, osservo che si tratta di un tema che i cambiamenti sociali impongono all'attenzione del Ministero e che va analizzato nella giusta prospettiva, partendo dal presupposto che non si può pretendere di separare il mondo che le ragazze e ragazzi vivono al di fuori dalla scuola rispetto al mondo della scuola.

Non può negarsi che i device tecnologici possono costituire un valido strumento per facilitare l'apprendimento, ove correttamente utilizzati.

Si tratta infatti di una straordinaria opportunità, che però deve essere governata: se lasciamo un minore solo con un device in mano è possibile che non impari nulla e che si imbatta in fake news e, ancora peggio, diventi vittima di cyberbullismo.

Se invece sono guidati da insegnanti preparati e da genitori consapevoli, le ragazze e i ragazzi possono utilizzare con spirito critico uno strumento potente qual è appunto Internet.

Per questo è stata istituita una Commissione ministeriale con il compito di individuare le linee guida dell'utilizzo dei device in aula da parte delle ragazze e dei ragazzi, guidati dal docente e come nuovo strumento didattico. Inoltre, il Ministero sta incrementando le iniziative di educazione civica digitale per educare gli studenti a stare in rete in modo consapevole e sicuro.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 18 ottobre 2017