18 ottobre 2017 - Camera
Galletti: sicurezza bacino idrico a seguito esperimento Sox su Gran Sasso
Interrogazione On. Giulio Cesare Sottanelli ed altri (SC-ALA CLP-MAIE)

Grazie Presidente. Il Ministero dello sviluppo economico, con decreto del 17 febbraio 2016, ha rilasciato il nulla osta di categoria A all'Istituto nazionale di fisica nucleare del Gran Sasso, per l'impiego di sorgenti di radiazioni ionizzanti, per realizzare il progetto “Sox”.

Tale atto è stato rilasciato, sulla base del parere favorevole con prescrizioni, espresso dall'Ispra e dalle altre amministrazioni coinvolte, ivi inclusa la regione Abruzzo. L'Istituto nazionale di fisica nucleare ha fatto presente, da un punto di vista tecnico, che non esiste alcun rischio di dispersione di cerio 144 e, quindi, di contaminazione anche minima dell'ambiente circostante del laboratorio ed in particolare delle acque del bacino del Gran Sasso, come evidenziato e dimostrato con studi tecnici completi, nella documentazione tecnica allegata alla richiesta di nulla osta.

L'Istituto ha peraltro precisato che il generatore di neutrini è progettato per garantire massima sicurezza, anche in caso di evidenti incidenti. In particolare, il cerio 144 è sotto forma di polvere solida e sigillato in modo permanente e sicuro all'interno di una doppia capsula in acciaio saldata. La combinazione della doppia capsula in acciaio e del contenitore sigillato di tungsteno rende impossibile la dispersione del materiale, anche in quantità minime e anche in caso di eventi incidentali indipendenti, quali terremoti, incendi o allagamento del sito dell'esperimento, scenari, peraltro, valutati attentamente nella fase del progetto.

Tale configurazione rimarrà invariata per tutta la durata dell'esperimento, che sarà di circa diciotto mesi. Al termine dell'esperimento, la sorgente ritornerà in Francia presso, l'Istituto che ne detiene la proprietà. Al riguardo, anche l'Ispra ha evidenziato che, per le caratteristiche fin qui esposte, si esclude che, a seguito dell'impiego della sorgente, possano derivare rilasci di sostanze radioattive nell'ambiente ed eventuali contaminazioni nelle falde acquifere.

Ricordo, inoltre, che, in sede di autorizzazione, l'ISPRA ha fissato specifiche prescrizioni, circa le prove da effettuare preliminarmente all'installazione e al successivo impiego della sorgente.

L'Istituto, pertanto, effettuerà la propria attività di vigilanza sull'esecuzione delle prove, così come rilascerà il previsto specifico attestato di sicurezza, per quanto riguarda le operazioni di trasporto. Con riferimento alle operazioni di trasporto, è altresì previsto che venga rilasciato specifico attestato di sicurezza, da parte del Centro nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione. Per quanto di competenza, il mio Ministero continuerà a tenersi informato e a mantenere alto il livello di attenzione sulla questione.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 18 ottobre 2017