19 aprile 2017 - Camera
Lorenzin: legge 194/78 su interruzione di gravidanza e contrasto aborti clandestini
Interrogazione on. Giovanna Martelli (MPD)

 

Ringrazio gli onorevoli interroganti perché mi consentono di ribadire ancora una volta che i principali indicatori della piena ed effettiva applicazione della legge n. 194 dettagliati nella relazione al Parlamento del 7 dicembre 2016 mostrano che a livello nazionale il carico di lavoro per ciascun ginecologo non obiettore è di 1,6 aborti a settimana su 44 settimane lavorative, numero che risulta dimezzato rispetto alla media nazionale del 1983.

Sempre a livello nazionale l'11 per cento dei ginecologi non obiettori è assegnato ad altri servizi e non a quello di IVG: in questi casi cioè il numero dei non obiettori risulta superiore a quello necessario a rispondere adeguatamente alle richieste di IVG e quindi parte di questo personale viene assegnato ad altri servizi. Sono in continua diminuzione i tempi di attesa tra il rilascio della certificazione e intervento. Ora il 65,3 per cento di IVG è effettuato entro 14 giorni dal rilascio del certificato e solo il 13,2 per cento è effettuato oltre le tre settimane: sono tempi che includono la pausa dei sette giorni considerata dalla legge. Il 92,2 per cento delle IVG è effettuato nella regione di residenza e di queste l'87,9 per cento nella provincia di residenza, dati che evidenziano una bassa mobilità comunque in linea con altre prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale. La stima più recente dell'abortività clandestina è stata effettuata dall'Istituto superiore di sanità nel 2012 e non nel 2008 con stime tra i 12.000 e i 15.000 casi per le donne italiane e tra i 3.000 e i 5.000 mila casi per le donne straniere. Tale ultima stima ricavata attraverso l'applicazione di modelli matematici appare confermata dalla recente relazione annuale al Parlamento sul monitoraggio della legge n. 194 condotto dal Ministero della giustizia riferito all'anno 2016 ove si afferma che la violazione delle disposizioni penali previste dalla legge n. 194 è di ridotte proporzioni, essendo sempre caratterizzato da un contenuto numero di procedimenti penali e da un numero di persone iscritte nel registro degli indagati analogamente contenuto. Riguardo alla posizione del Comitato diritti umani delle Nazioni Unite, evidenzio che quest'ultimo Comitato non ha indicato azioni specifiche da attivare con riferimento all'IVG contrariamente a quanto deciso in relazione ad altri settori di competenza né sono state contestate le specifiche risposte fornite dal Governo italiano. Ciò detto, intendo rassicurare gli onorevoli interroganti che è mia ferma intenzione proseguire nell'attività di monitoraggio dell'applicazione della legge n. 194 tenendo alta l'attenzione sulla tutela della donna e verificando concretamente l'operato delle amministrazioni regionali alle quali, come è noto, è attribuita la responsabilità dell'organizzazione del servizio sanitario ivi compreso quello relativo all'IVG. A tale specifico riguardo segnalo che referenti regionali del servizio di interruzione volontaria di gravidanza sono periodicamente convocati al Ministero della salute per condividere i dati e le informazioni raccolte prima della pubblicazione degli stessi nella relazione annuale al Parlamento. Dal prossimo anno peraltro è mia intenzione pubblicare i dati raccolti anche struttura per struttura oltre che in forma aggregata come ho fatto finora in modo tale che sia possibile verificare per tutti i parlamentari e anche per chi ne ha interesse l'effettiva realizzazione dei tempi di attesa e di interruzione di gravidanza struttura per struttura in ogni regione italiana.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 19 aprile 2017