19 Luglio 2017 - Camera
Finocchiaro: fondate le misure alternative per Remi Nikolic
Interrogazione dell'on. Nicola Molteni ed altri (LNA)

Rispondo al quesito sulla base degli elementi forniti dal Ministro Orlando, impossibilitato a partecipare. Con riferimento alla misura alternativa dell'affidamento in prova al servizio sociale concessa a Remi Nikolic, e premesse le insindacabilità dei provvedimenti dell'autorità giudiziaria al di fuori delle ipotesi di violazione di legge o abnormità, il Ministro della Giustizia ha svolto i necessari accertamenti che inducono ad escludere allo stato elementi suscettibili di rilievo disciplinare, essendo risultati rispettati i parametri normativi di riferimento.

Durante il periodo di detenzione Remi Nikolic ha mantenuto una condotta corretta, intraprendendo un percorso di rieducazione che gli ha consentito di conseguire un diploma professionale e di praticare attività formative. Inoltre, risulta che già prima dell'inizio dell'esecuzione della pena, la Corte d'Appello, nell'ottobre 2013, aveva autorizzato l'avvio di un programma di trattamento di lavoro all'esterno proseguito con esito positivo in assenza di qualsiasi rilievo. Dalla relazione trasmessa risulta ancora che il Remi Nikolic ha tenuto in epoca più recente un comportamento improntato all'autocritica e alla resipiscenza nell'ambito di un programma di trattamento particolarmente avanzato ed aperto alla concessione di ampi spazi di autonomia.

Il tribunale per i minorenni ha ritenuto pertanto di poter concedere la misura alternativa sulla scorta di questa articolata evoluzione personale del detenuto, apprezzata anche in riferimento al puntuale rispetto delle prescrizioni imposte nell'ambito dell'ammissione al lavoro all'esterno. Remi Nikolic è stato quindi affidato all'ufficio del servizio sociale incaricato di curare il controllo della misura e di riferire periodicamente al magistrato di sorveglianza e gli sono state imposte le prescrizioni necessarie a scongiurare rischi di devianza. L'ammissione alle misure alternative alla detenzione trova peraltro un suo ancora più peculiare significato nell'ambito del procedimento minorile che si caratterizza proprio per la funzione di recupero del minore, di diretta derivazione costituzionale, e per la necessaria personalizzazione del trattamento sul quale la Corte costituzionale si è in numerose occasioni pronunciata, demolendo progressivamente qualsiasi automatismo che escluda il ricorso a benefici o a misure alternative. Si tratta di un orientamento in linea con i principi espressi in numerosi atti internazionali che trova ulteriore rafforzamento nei principi della legge delega di recente approvata al Parlamento concernente l'adeguamento delle norme dell'ordinamento penitenziario alle esigenze educative dei detenuti minori, che appunto intende valorizzare l'applicazione più ampia delle misure alternative confacenti alle istanze educative del condannato minorenne, senza che ciò possa intaccare la prioritaria attenzione alla tutela delle vittime del reato che ha contraddistinto le costanti iniziative, non soltanto normative, del Governo.

 

(Tratto dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 19 luglio 2017