19 Luglio 2017 - Camera
Minniti: il 24 luglio incontro con Frontex per rinegoziare accordi
Interrogazione dell'on. Federica Dieni ed altri (M5S)

Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema posto, quello cioè degli accordi intervenuti negli anni 2014-2016, va necessariamente contestualizzato con riferimento alle peculiarità di quella fase, che sono rapidamente mutate e sono tuttora in via di evoluzione. Credo sia nella nostra memoria, nell'ottobre 2013, l'avvio dell'operazione Mare Nostrum, in seguito al tragico naufragio di Lampedusa che, come voi ricorderete, causò 366 vittime. Mare Nostrum si è caratterizzata per due principali profili: essere un'operazione italiana, esclusivamente nazionale; essere principalmente rivolta alla salvaguardia delle vite in mare, sebbene numerosi scafisti nei circa dodici mesi dell'operazione siano stati consegnati all'autorità giudiziaria italiana.

Le caratteristiche di Triton, che ha anche ereditato Mare Nostrum, sono tuttavia diverse. Alla fine del 2014 parte quest'operazione che si caratterizza per essere europea, non più solamente italiana, sotto l'egida di Frontex, l'Agenzia europea delle frontiere. La mission in questo caso è lavorare principalmente per il controllo delle frontiere europee, anche se in caso di necessità non sono esclusi interventi di ricerca e soccorso. Tale cambio di prospettiva, cioè operare per il controllo delle frontiere Schengen in un contesto di cooperazione europea, fa comprendere la scelta dell'assunzione del coordinamento delle operazioni da parte dell'Italia.

Lo scenario è oggi mutato sotto molteplici punti di vista. Per cogliere appieno la percezione di tale mutamento, è sufficiente considerare un dato: nel 2015 la grande maggioranza delle operazioni di salvataggio venivano effettuate da Triton; oggi, nei primi sei mesi del 2017, soltanto l'11 per cento. È per questa ragione che l'11 luglio scorso a Varsavia l'Italia ha chiesto di rinegoziare gli accordi che ho appena descritto e che hanno scadenza il 31 dicembre 2017.

Come è stato ampiamente diffuso, l'agenzia Frontex si si è mostrata sensibile e disponibile all'esigenza del nostro Paese. Il prossimo 24 luglio si terrà il primo bilaterale Frontex-Italia nell'ottica di quella rinegoziazione a cui mi riferivo poco sopra, con l'obiettivo della regionalizzazione degli approdi. Tuttavia, qualche piccolo passo incomincia a registrarsi, naturalmente del tutto insufficiente. Mi riferisco, per esempio, all'operazione Indalo nel 2017, nel cui contesto le unità partecipanti sono autorizzate dalla Spagna a sbarcare le persone rintracciate a seguito di intercetto sul proprio territorio. Mentre per quanto riguarda le persone soccorse è stabilito che nessuna di esse possa essere condotta in un Paese terzo. Analogamente avviene nell'ambito dell'operazione Poseidon del 2017 che interessa in modo specifico la Grecia.

In merito a quanto riferito dagli onorevoli interroganti a proposito dei respingimenti e delle procedure di riammissione dei minori da parte della Francia, devo osservare che, sebbene la relativa regione confinaria risulti quotidianamente interessata da un flusso di migranti irregolari, dal 1° gennaio ad oggi è stato registrato un numero esiguo di provvedimenti adottati nei confronti di minori. Sono frequenti gli incontri tra i referenti delle polizie di frontiera dei due Paesi anche per analizzare la problematica dei minori non accompagnati. L'Italia per parte sua garantisce il principio che nessun minore può essere oggetto di espulsione o respingimento, principio tra l'altro sancito da una legge approvata da questo Parlamento.

 

(Tratto dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 19 luglio 2017