19 Luglio 2017 - Camera
Minniti: nel 2017 +27% di rimpatri di immigrati irregolari
Interrogazione dell'on. Edmondo Cirielli (FdI-AN)

Onorevoli colleghi, come da lei ricordato, nella tarda mattinata del 17 luglio scorso due equipaggi della squadra volante della questura di Milano sono intervenuti nei pressi della stazione centrale, dove era stata segnalata la presenza di uno straniero, che aveva minacciato con un coltello l'autista di un autobus in partenza. Gli agenti prontamente intervenuti, a cui va il mio plauso, hanno disarmato e poi arrestato l'uomo, risultato cittadino della Nuova Guinea. Durante l'intervento, lo straniero ha ferito uno degli operatori di polizia.

L'episodio ripropone il tema della effettività dei provvedimenti di espulsione, problematica, come è noto, non semplice che, per essere completamente risolta, necessita di agire contemporaneamente in più direzioni.

Sul piano interno, sono state introdotte dal decreto-legge n. 13, da me presentato nei mesi scorsi, specifiche misure volte ad innalzare il potenziale di effettività delle misure di espulsione, attraverso l'utilizzazione di un sistema informativo dedicato al tracciamento delle posizioni amministrative degli stranieri irregolari, lo stanziamento di risorse aggiuntive per l'esecuzione dei rimpatri e il potenziamento della rete dei centri di permanenza per i rimpatri, cosiddetti CPR.

Informo al riguardo che al momento sono attivi quattro centri di permanenza per i rimpatri e per alcuni dei quali sono in programma lavori per l'ampliamento delle capacità. Inoltre, sono in corso di attivazione due ulteriori centri, mentre per sei sono state individuate aree o strutture in altrettante regioni.

Sul piano dei rapporti internazionali è fondamentale l'accelerazione delle procedure di identificazione svolte d'intesa con le autorità consolari degli Stati di origine. A questo scopo l'Italia e l'Unione europea hanno concluso accordi di riammissione con diversi Paesi a forte vocazione migratoria. Inoltre, al fine di potenziare l'esecuzione delle espulsioni sono significative le attività intraprese sul piano della cooperazione con alcuni Paesi, tra cui Libia, Tunisia, Egitto, Gambia, Sudan, Nigeria e con i Paesi confinanti, Francia, Svizzera, Austria e Slovenia.

Dal 1° gennaio al 15 luglio di quest'anno sono stati rintracciati in posizione irregolare 25.260 stranieri rispetto ai 21.147 dello stesso periodo (più 19,45 per cento). Di questi, fino al 15 luglio di quest'anno ne sono stati allontanati 12.206 (più 27,52 per cento rispetto ai dati dello scorso anno). Dal 1° gennaio al 18 luglio 2017 sono state fatte 65 espulsioni per motivi di sicurezza nazionale, mentre nello stesso periodo dello scorso anno erano state 34. Come ho avuto modo di sottolineare in diverse occasioni, c'è un forte impegno del Ministero dell'interno e del Governo italiano affinché cresca il numero dei rimpatri di coloro che non hanno diritto a soggiornare nel nostro Paese. Ho anche espresso la convinzione, che ribadisco in questa sede che un sistema di rimpatri forzati - e ho finito - possa contribuire ad aumentare anche il numero dei rimpatri volontari e assistiti.

Si tratta, infine, di una sfida complessa alla quale ci stiamo dedicando - la prego di credermi - con determinazione, nel solco di un prezioso indirizzo volto a coniugare severità ed integrazione.

 

(Tratto dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 19 luglio 2017