19 Luglio 2017 - Camera
Minniti: non sussistono condizioni per dichiarare stato di emergenza per flusso migranti
Interrogazione dell'on. Renato Brunetta (FI-PdL)

Onorevoli colleghi, come sa bene l'onorevole Brunetta in un'altra circostanza e con un tempo più lungo il Ministro dell'interno ha illustrato a questo Parlamento quali sono le sue idee e le sue proposte. In questa circostanza, io devo rispondere a una interrogazione urgente con un tempo contingentato, quindi mi limiterò soltanto alle questioni poste nell'interrogazione, che riguardano innanzitutto la questione relativa al codice di condotta delle organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo centrale che assume sicuramente un rilievo molto importante in questa fase. Tengo tuttavia a precisare che non si tratta di un'iniziativa estemporanea del Governo. C'è stato infatti un intenso lavoro parlamentare su tale tematica - mi farebbe anche piacere che il Parlamento potesse rivendicarlo - da parte di varie Commissioni: la Commissione Schengen e la Commissione difesa del Senato che si è pronunciata con un documento approvato all'unanimità. Il Governo aveva ed ha il dovere di ascoltare il Parlamento e quindi di prendere su questi temi un'iniziativa. Del resto, secondo i dati disponibili, la questione appare di sicura rilevanza. Nei primi sei mesi di quest'anno il 34 per cento delle persone salvate è stato tratto in salvo da navi e da assetti delle organizzazioni non governative. Sussiste dunque, nell'ottica di bilanciare i profili umanitari con quelli concernenti la sicurezza nazionale del nostro Paese, un interesse forte affinché tali attività si svolgano in ambiti ben definiti e disciplinati e senza mettere a rischio l'efficacia delle operazioni poste in essere dalle autorità pubbliche nel rispetto di precise coordinate di comportamento. Le prescrizioni contenute nel codice per le ONG in linea con le deliberazioni del Parlamento sono numerose e concernono principalmente l'impegno a non entrare nelle acque territoriali libiche, a non ostacolare gli interventi SAR da parte della Guardia costiera di quel Paese; l'impegno a non effettuare comunicazioni o a inviare segnalazioni luminose per agevolare la partenza e l'imbarco dei natanti; l'impegno a ricevere a bordo su richiesta dell'autorità nazionale competente funzionari di polizia giudiziaria; l'impegno a dichiarare le fonti di finanziamento delle attività di soccorso in mare. La bozza di codice di condotta per le ONG è stata già trasmessa alle organizzazioni interessate nella giornata di ieri ed è stato programmato per il 25 luglio prossimo venturo un incontro al Viminale aperto anche ad altri interlocutori istituzionali. Quanto all'altra questione concernente l'eventuale dichiarazione dello stato di emergenza né il Ministero dell'interno né il Governo ritengono sussistere al momento le condizioni per tale dichiarazione. Fino ad oggi le procedure ordinarie hanno consentito di gestire in modo ordinato i numerosi problemi determinati dall'imponente flusso di migranti. La politica di gestione dei flussi migratori deve essere, a mio avviso, salvo il concretizzarsi di scenari del tutto straordinari, ispirata a un'ottica di intervento strutturale pianificato, distante dalle logiche emergenziali e solo purtroppo apparentemente semplificatorie.

 

(Tratto dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 19 luglio 2017