19 Luglio 2017 - Camera
Minniti: sindaci interlocutori strategici nella gestione del flusso di migranti
Interrogazione dell'on. Vincenzo Garofalo (AP-CpE-NCD)

Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intensità e la frequenza degli sbarchi hanno indotto il Governo a ridisegnare in profondità i meccanismi del sistema nazionale di accoglienza, con l'obiettivo di superare la logica emergenziale, seguita in precedenza, e conseguentemente affrontare la gestione dei flussi migratori nell'ambito di un'attività ordinaria, organizzata e programmabile.

Si è da tempo affermata la chiara consapevolezza del necessario coinvolgimento dei territori. Il fenomeno migratorio in Italia, come in altri Paesi dell'Unione europea, non deve, infatti, trasformarsi in una regione di conflitto, capace di minare la coesione sociale.

Un primo significativo passaggio nella direzione indicata è rintracciabile nell'intesa del luglio 2014, in sede di Conferenza unificata, che ha portato all'approvazione del primo Piano nazionale per fronteggiare il flusso straordinario di cittadini extracomunitari, passaggio fondamentale che ha poi reso stabile il sistema di collaborazione interistituzionale tra i vari livelli di governo, nazionali e locali.

Al piano ANCI-Ministero dell'Interno, che ho condiviso in sede di Conferenza delle regioni nel gennaio scorso, attribuisco poi un rilevante valore strategico, tenuto conto che i comuni che hanno fatto o che fanno accoglienza (3.153) sono ancora oggi meno del 50 per cento del totale dei comuni italiani, mentre sono convinto che l'accoglienza diffusa sia l'unico modello in grado di garantire il bilanciamento necessario, tra il diritto di chi accoglie e il diritto di chi è accolto.

Il progetto è, dunque, quello di dare forma ad un'intesa forte con i comuni, con l'obiettivo di realizzare un'accoglienza proporzionata e diffusa, attraverso l'incremento della rete di seconda accoglienza, fino alla piena realizzazione della rete Sprar.

È in questo senso che il Governo ha recentemente riproposto nel decreto-legge per il Mezzogiorno misure di sostegno ai comuni, che accolgono in termini di risorse finanziarie 150 milioni di euro per l'anno 2018.

Con mia direttiva, a firma 5 gennaio scorso, tutti i prefetti sono stati informati dello stato di attuazione del piano e sulla necessità di sensibilizzare i territori locali, per dare concreto avvio al sistema di ripartizione graduale e sostenibile dei richiedenti asilo su tutto il territorio nazionale.

Informo che al 1° luglio sono stati ammessi al finanziamento 133 nuovi progetti Sprar, presentati da 130 comuni, per complessivi 3.701 posti, a cui vanno aggiunti i circa 2 mila e ulteriori posti, portati in incremento a progettualità Sprar già operative presso diciotto comuni. Rappresento che ad oggi il sistema Sprar dispone di 23.500 posti, in virtù della realizzazione di 1.200 progetti.

L'attuazione del piano nazionale e i tempi necessari per un effettivo coinvolgimento degli enti locali, senza trascurare la necessità di rendere partecipi le comunità, quali parte di un sistema diffuso di accoglienza: nella giornata di domani incontrerò i vertici dell'ANCI per proseguire il percorso di condivisione delle scelte, che conseguono alla progressiva attuazione del piano.

L'esigenza di una stretta e leale collaborazione Stato-enti locali - ho concluso -, oggi da me riconfermata nell'incontro con i prefetti, si pone soprattutto nei casi in cui si verificano consistenti improvvisi arrivi di immigrati, in cui gli interventi predisposti dalla rete governativa debbono necessariamente essere improntati anche alla massima sollecitudine e alla più rigorosa attenzione ai contesti territoriali di destinazione degli stranieri.

E, tuttavia, intendo qui confermarle che ci sarà massima attenzione nel rapporto tra il Ministero dell'interno e i sindaci: per noi costituiscono un interlocutore strategico.

 

(Tratto dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 19 luglio 2017