20 settembre 2017 - Camera
Minniti: contributi economici del Governo italiano a milizie libiche per migranti
Interrogazione On. Giulio Marcon ed altri (SI-SEL-POS)

Grazie, signor Presidente. Onorevoli deputati, con riferimento alle notizie di stampa richiamate nei quesiti, rammento che esse sono state più volte smentite, anche dal Ministero degli affari esteri e dal Governo italiano. Sulla questione il Presidente del Consiglio dei ministri ha riferito al Copasir nell'audizione del 12 settembre scorso. Gli atti del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica che è presieduto, lo ricordo, da un rappresentante dell'opposizione, ed è composto da parlamentari sia della maggioranza che dell'opposizione, non hanno carattere di pubblicità, tuttavia in una dichiarazione riportata dalla stampa, il presidente di quel Comitato, del Copasir, non ha rilevato elementi critici.

La sensibile riduzione degli sbarchi dalle coste libiche, meno 21,16 per cento, e l'ancora più significativa flessione degli ingressi dal Niger, meno 35 per cento, e quindi nel confine meridionale la Libia, che allo stato tuttavia non possiamo ancora leggere come un mutamento strutturale, si collocano nell'ambito di un'organica strategia di intervento che il Governo in questi mesi ha cercato di portare avanti dall'altra parte del Mediterraneo. In tal senso, ricordo il sostegno logistico all'attività della Guardia costiera libica che finora ha salvato oltre 15.000 persone; l'accordo di pace siglato il 31 marzo scorso tra le tribù Tebu e Suleiman alla presenza dei leader dei Tuareg; il lavoro della cabina di regia tra i Ministeri dell'interno dell'Italia, Libia, Mali, Niger e Ciad, fondamentale per la messa in sicurezza del confine meridionale della Libia. Questo approccio è stato condiviso e incoraggiato dal vertice del 28 agosto a Parigi e dai Ministri dell'interno dell'UE riunitesi a Bruxelles in occasione del GAI del 14 settembre scorso. Ricordo inoltre che il 30 agosto una delegazione guidata dal procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo ha incontrato a Tripoli il procuratore generale libico con l'obiettivo di una forte cooperazione contro i trafficanti di esseri umani ed il terrorismo. Entro il mese di ottobre sarà firmato un protocollo ufficiale in tal senso.

In questi mesi l'Organizzazione mondiale per l'immigrazione è ritornata in Libia, l'UNHCR vi entrata per la prima volta dopo 66 anni. Nel corso del Comitato misto italo-libico, tenutosi lo scorso 15 settembre presso il Ministero dell'interno, a cui hanno formalmente partecipato i capi delegazione dell'Organizzazione mondiale per l'immigrazione e dell'UNHCR, si è deciso un intervento coordinato con organizzazioni internazionali per affrontare il tema delle condizioni di vita e il rispetto dei diritti umani, questione da noi considerata cruciale.

Ricordo altresì che l'UNHCR ha già visitato 27 dei 29 centri di accoglienza presenti in Libia e ha individuato mille soggetti in condizioni di fragilità a cui potrà essere riconosciuta la protezione internazionale e, quindi, la ricollocazione in Paesi terzi. L'Organizzazione mondiale per l'immigrazione, da parte sua, ha informato di avere già portato a termine oltre 7.300 rimpatri volontari e assistiti con il reinsediamento nei Paesi di origine dei migranti, stimando di poter raggiungere, entro la fine dell'anno, la cifra di 15-20.000.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 20 settembre 2017