20 settembre 2017 - Camera
Minniti: utilizzo sanzioni codice della strada da parte enti locali
Interrogazione On. Giovanni Carlo Francesco Mottola e Raffaello Vignali (AP-CpE-NCD)

Grazie, signor Presidente. Onorevoli deputati, l'interrogazione si sofferma - leggo testualmente - su quali iniziative di competenza il Governo intenda adottare per far sì che l'erogazione delle multe non rappresenti una vera e propria tassazione effettuata solo per implementare i bilanci comunali. Informo che lo scorso 21 luglio ho emanato una specifica direttiva per garantire un'azione coordinata delle forze di polizia per la prevenzione e il contrasto dei comportamenti che costituiscono le principali cause di incidenti stradali. In particolare è stato confermato l'indirizzo già consolidato che prevede che l'azione di contrasto per gli eccessi di velocità debba essere espletata secondo obiettivi e criteri determinati nell'ambito di un'adeguata pianificazione dell'autorità prefettizia. Sono stati altresì aggiornati i principi e i criteri cui gli organi accertatori devono attenersi per effettuare contestazioni in caso di inosservanza dei limiti di velocità in modo da contemperare l'esigenza primaria di garantire le condizioni di sicurezza stradale con quella di tutela dell'affidamento degli utenti della strada che devono essere posti in condizione di adeguarsi preventivamente ai limiti prefissati. Sono convinto che l'insieme delle misure previste dalla direttiva potrà contribuire anche ad un più corretto esercizio del potere sanzionatorio. Più in generale rammento che l'articolo 208 del codice della strada stabilisce che i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie sono incamerati dall'amministrazione pubblica a cui appartiene l'organo di Polizia stradale che ha accertato l'illecito e che tuttavia non può beneficiarne direttamente in nessuna forma. I proventi sono devoluti agli enti locali di appartenenza ovvero alle amministrazioni statali. Una quota pari al 50 per cento dei proventi spettanti agli enti locali è vincolata a specifici interventi per migliorare le infrastrutture, la sicurezza stradale, la segnaletica e il potenziamento delle attività di controllo. Lo stesso vincolo di destinazione si applica in caso di violazione dell'articolo 142 del codice della strada in tema di eccesso di velocità accertato con sistemi di rilevamento ovvero mezzi tecnici di controllo a distanza.

Al fine di monitorare l'effettiva destinazione degli introiti in parola alle finalità normativamente indicate, ferme restando i controlli di competenza della Corte dei conti sulla gestione dei comuni, è previsto l'obbligo per ciascun ente locale, entro il 31 maggio di ogni anno, di inviare al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministero dell'interno una relazione circa l'ammontare complessivo dei proventi di propria spettanza, nonché l'elenco degli interventi realizzati con dette risorse, specificando gli oneri sostenuti per ciascuna attività.

Sanzioni sono previste in caso di omissione della trasmissione della citata relazione o per l'utilizzo dei proventi in modo difforme da quanto previsto dalla legge.

Ritengo che il quadro normativo, che ho appena descritto, correttamente applicato, sia idoneo a garantire che gli accertamenti delle violazioni previste dal codice della strada non siano strumento per implementare in modo improprio i bilanci comunali.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 20 settembre 2017